La Boldrini al ministro Interrogazione sul piano industriale VM
cento. Una interrogazione a risposta orale, e in quanto tale si presume veloce, sulle intenzioni della multinazionale Stellantis, nata lo scorso gennaio dalla fusione tra i gruppi automobilistici Fca e Psa, che in Italia conta dieci stabilimenti, tra cui la VM Motori di Cento.
L’ha presentata ieri la senatrice Pd, Paola Boldrini, all’indirizzo del ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. In premessa, le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Stellantis, Carlos Tavares, il quale dopo l’iniziale impegno a non chiudere nessuno degli stabilimenti presenti in Italia, ha di recente annunciato l’intenzione di procedere a una complessiva riorganizzazione degli impianti, ritenuti troppo costosi.
incentivi
Nello specifico di Cento, Boldrini rileva che «giungono notizie – si legge nell’interrogazione– sullo smantellamento dell’area tecnica e di sviluppo, a cui dovrebbero far seguito gli incentivi all’uscita graduale dei dipendenti dall’azienda anche dell’area produttiva». Un eventuale ridimensionamento avrebbe «pesanti ricadute negative anche sull’indotto e sui livelli occupazionali nella provincia di Ferrara, in sofferenza da anni».
suggerimento
La senatrice Boldrini suggerisce di portare la vicenda al tavolo permanente dell’automotive, istituito presso il Ministero dello sviluppo economico e chiede al ministro Giorgetti se «intenda richiedere alla società Stellantis di rendere noto, entro breve, il proprio piano industriale, oggi sconosciuto, così da comprendere le prospettive di sviluppo del settore dell’automotive nel nostro Paese e le conseguenti ricadute, anche territoriali, su investimenti, occupazione, indotto».
speranza
L’auspicio di Boldrini, che stigmatizza operazioni «sempre presentate con salvaguardia dell’organico salvo cambi di programma in corso d’opera», è che la questione venga affrontata «a stretto giro, con risposte definitive».
La chiosa della senatrice: «Non si possono tenere i dipendenti in condizione di difficoltà e incertezza». A questo punto la palla per una risposta, come accennato sperabilmente rapida, passa al ministro. —
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