Museo Archeologico Tiziano Trocchi è il nuovo direttore
Sostituisce Paola Desantis da 6 anni a capo dell’istituto Ieri il passaggio di consegne: «Siamo al servizio della città»
Marcello Pulidori
L’archeologo Tiziano Trocchi è il nuovo direttore del Man, il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara che ha sede nel leggendario Palazzo Costabili in via XX Settembre. Prende il posto di Paola Desantis che in 6 anni ha saputo condurre questo Museo ai vertici non solo nazionali ma internazionali del settore. «Questo museo è stato per me, fin da bambina un istintivo luogo di riferimento – ha detto durante il passaggio di consegne la dottoressa Desantis – Quando il prosieguo degli studi ha dato una spiegazione a quella che sembrava nell’infanzia una magica suggestione, ho capito come quella gioia che il Museo della città di Spina era in grado di infondere nascesse dalla consapevolezza delle nostre radici. Un sogno realizzato è stato pertanto quello di arrivare alla direzione di questo Museo». Desantis lascia dopo più di trentacinque anni di carriera ministeriale.
Il neo direttore del museo, l’archeologo Tiziano Trocchi, è dal 2012 funzionario presso la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, già direttore del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e della città romana di Claterna. «La direzione del museo archeologico di Ferrara – ha detto Trocchi – rappresenta per me una tappa fondamentale nel mio percorso ministeriale; sono consapevole dell’importanza che riveste a livello internazionale questo museo, uno dei principali poli per gli studi etruscologici e per la valorizzazione dello straordinario patrimonio collegato alla scoperta e agli scavi dell’antica città di Spina».
«In questi sei anni di direzione – ha aggiunto Desantis – ho operato nell’ottica di far sì che quella che chiamo la casa degli Etruschi di Spina diventasse la casa di tutti noi, il luogo in cui indagare il nostro peculiare passato per trovare in esso solidi punti di appoggio». «Questo Museo – ha detto ancora Desantis – è al servizio di tutti i ferraresi. Voglio ricordare le tante associazioni che in questi anni ci sono state vicine, prima tra tutte il Gruppo Archeologico Ferrarese». Sono stati ricordati infine due studiosi che, a vario titolo, hanno collaborato con il Museo: Maria Rosa Bellini e Andrea Samaritani. –
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