La Nuova Ferrara

Ferrara

la tragedia  

Una superperizia sulla morte del bimbo

Daniele Predieri
Una superperizia sulla morte del bimbo

Nuovi atti per capire le cause della morte del piccolo di un anno, la mamma indagata per omicidio solo come atto dovuto  

3 MINUTI DI LETTURA





Daniele Predieri

Era tutto pronto, per affidare le perizie al Ris dei carabinieri, soprattutto quella più recente sulla maglietta che indossava il piccolo al momento della morte. Per oggi, poi, era previsto il prelievo dei campioni di Dna, sulla madre, ancora ricoverata nel reparto psichiatrico di Diagnosi e cura di Cona; reparto che sta diventando sempre più un reparto di “contenimento” para-giudiziario per i casi dubbi delle inchieste per omicidio che si sono susseguite nel Ferrarese. A partire dal casi di Stefano Franzolin, ospitato in attesa di trasferirlo in carcere e poi di Filippo Mazzoni, indagato per il duplice omicidio dei cugini Benazzi, a cui carico non c’è nessun provvedimento e che ancora oggi si torva appunto in Psichiatria al S.Anna.

Stop agli esami del Ris

E più che dubbio resterà ancora a lungo il caso della mamma che ha trovato il figlio di un anno di 1 anno morto in casa, perchè tutte le perizie fissate sono state stoppate in quanto il difensore della donna ha fatto richiesta di incidente probatorio: dunque, sarà una superperizia con un perito terzo (nominato da un giudice) a stabilire la verità sulla morte del piccolo, su cui ancora vi sono solo e soltanto ipotesi. Per fare tutto questo (esami ed accertamenti tecnici) fin dai primi momenti la mamma è stata indagata per omicidio volontario, ma si tratta solo e soltanto - occorre sottolinearlo a dovere - di un atto dovuto, come si apprende da diverse fonti, di fronte al più totale riserbo di procura e inquirenti. Dunque sarà questa superperizia che dovrà indicare come e perchè è morto il piccolo, trovato senza vita la mattina del 17 giugno scorso, nel suo lettino di una casa popolare in città, dove il piccolo viveva con mamma e due fratellini di 9 e 5 anni. Gli ultimi atti dicevamo sono quelli riferiti alla estrazione di Dna dalla maglietta del bimbo e da oggetti repertati la mattina della tragedia: che vanno esaminati per stringere il campo delle ipotesi. Già l’ autopsia e altri accertamenti avrebbero escluso che il decesso del piccolo sia dovuto a morte violenta e - da quanto si apprende - non sarebbe morto per scuotimento, visti i risultatati degli esami specifici per accertare la cosiddetta Sbs, la “sindrome del bimbo scosso” per cui bastano pochi secondi per provocare, gravissimi danni, anche la morte.

Esami tossicologici

E allora? Restano gli esami approfonditi per accertare un eventuale soffocamento e quelli tossicologici, lunghi ed elaborati, per verificare se nel corpo del piccolo possano esservi tracce di droga o altro che la mamma assumeva, visto che è stata trovata positiva a cocaina ed alcol la mattina della tragedia.

Il problema è che per svolgere perizia in incidente probatorio i tempi si dilatano, e la mamma dovrà rimanere nel reparto di Diagnosi e cura poichè non vi sono a suo carico - e non vengono ipotizzati -, provvedimenti restrittivi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google