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la storia del Giardino delle duchesse 

Uno spazio creato nel ’400 con siepi e piante officinali

Uno spazio creato nel ’400 con siepi e piante officinali

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Il Giardino delle Duchesse, realizzato all’interno del palazzo ducale vide la luce tra il 1473 ed il 1481 per volere di Ercole I d’Este, nell’ambito del programma di trasformazione architettonico che interessò l’intera residenza ducale.

Il giardino - come spiega lo storico Francesco Scafuri - venne realizzato nell’ampio Cortile verso il Castello, dove, fino a quel momento, avevano trovato posto stalle, legnaie, e ambienti di servizio della ricca dimora estense.

Una sua precisa ricostruzione è oggi certamente impossibile. Secoli di storia, e un succedersi di diverse destinazioni e usi, hanno cambiato irrimediabilmente l’identità di questo luogo. Tuttavia, grazie ai documenti conservati e ai risultati degli scavi archeologici compiuti in anni recenti, è possibile farsi un’idea di come esso doveva apparire alle soglie del XVI secolo.

Il giardino si estendeva su un’area di circa 3.000 metri quadrati. Ospitava una ricca varietà di piante, abilmente modellate in base al gusto del tempo che trasformava cespugli e essenze arboree in raffinate quinte scenografiche.

Tra sentieri pavimentati con pietra squadrata e un pozzo, si dipanavano siepi di bosso dalle forme geometriche più varie realizzati con l’ars topiaria, oltre a cipressi, alberi da frutto e distese di “semplici”, come venivano chiamate le piante officinali.

La loro disposizione seguiva un regolare schema a croce, al centro del quale risplendeva una sontuosa fontana dorata. Intorno, armoniosi loggiati completavano questo spazio, secondo i canoni architettonici probabilmente ispirati ai più illustri trattatisti del tempo, come Leon Battista Alberti che sappiamo è stato ospite della corte Estense.

«Di questa organizzazione spaziale - conclude nella sua scheda storico-tecnica Francesco Scafuri - troviamo una raffigurazione anche nella Pianta del Moroni del 1618, pochi anni dopo la fine del dominio Estense a Ferrara. Essa mostra il giardino ormai privo della fontana, ma in cui si conserva ancora chiaramente l’originaria impostazione quattrocentesca». —

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