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Educazione di comunità Il patto prende il via dalla enogastronomia

Marcello Pulidori

Ferrara è una delle province con il maggior numero  di prodotti Dop e Igp. Il preside Urbinati: «La scuola deve  saper uscire dalle aule»

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Marcello Pulidori

Un patto per una “didattica aperta” non solo al mondo scolastico, che consenta ai giovani di credere e apprezzare le eccellenze ferraresi in ogni ambito (culturale, gastronomico). E proprio la enogastronomia è uno degli scrigni più preziosi. L’Emilia-Romagna è la regione con il maggior numero di prodotti Dop e Igp, e Ferrara una delle province più “titolate”.

Si chiama Patto Educativo di Comunità ed è stato firmato ieri in municipio.

All’incontro di presentazione c’erano l’assessore comunale Dorota Kusiak, il dirigente dell’istituto “Vergani Navarra”, Massimiliano Urbinati; il commissario straordinario della Camera di Commercio, Paolo Govoni; la presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea, Anna Maria Quarzi; la presidente dell’associazione italiana sommelier-Ais Emilia-Romagna, Annalisa Barison, e Paolo Pinton dell’associazione A-Rose (Associazione Ricerca Oncologica Sperimentale Estense). «Questo patto educativo di comunità – ha sottolineato l’assessore Kusiak – è una grande opportunità per il nostro territorio e vede coinvolti soggetti diversi con un obiettivo in comune, che è il futuro dei nostri ragazzi. Perciò ci impegniamo a promuovere una società educante con l’obiettivo di creare percorsi formativi ad hoc e occasioni di crescita personale e professionale per le nuove generazioni».

Il preside Urbinati ha quindi ringraziato «il Comune e tutti i 17 sottoscrittori venuti in rappresentanza delle scuole, delle istituzioni, delle associazioni, del terzo settore, della cultura e delle categorie legate alla nostra missione formativa. Questo patto – ha detto ancora Urbinati, che di questo progetto è stato uno dei principali fautori – segna una tappa completamente nuova. Dobbiamo uscire dagli schemi mentali che vedono la scuola come un mondo a sé, per concepirla invece come una realtà inserita in una società dinamica e globale».

La presidente dell’Istituto di storia Quarzi ha evidenziato la valenza del percorso di educazione, mentre Govoni ha fatto notare come «il mondo della cultura e della ricerca collaborano con un patto che ha la volontà di aderire a un’idea di futuro e di sviluppo trainante per i giovani». —

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