«Mio padre Rolando si è battuto per il teatro» Parla la figlia di Ricci
goro. Rolando Ricci è stato uno dei sindaci più amati di Goro e l’idea di togliere il suo nome dal “teatrin” per intestarlo alla cantante Milva non piace a tutti. Fino a oggi la famiglia Ricci è rimasta in silenzio, ma adesso la figlia Francesca ha sentito il bisogno di intervenire.
«Ho letto sulla Nuova Ferrara che “quello che non piace è l’idea di “togliere” a Rolando Ricci quello che con tanto entusiasmo gli era stato dato”, per evidenziare il fatto che nel 1988 è stato mio padre, Rolando Ricci, con l’aiuto degli amministratori da lui guidati, a portare a termine la ristrutturazione del cosiddetto “teatrin” di Goro - spiega la donna -. Tale ristrutturazione è stata il frutto del duro lavoro di due legislature compiute da mio padre e dagli amministratori che con lui hanno collaborato. Ritengo quindi sia stata naturale la scelta del sindaco Soncini e di tutti i consiglieri del Comune di Goro di intitolare nel 2007 il “teatrin” a mio padre».
una vita per il paese
E Francesca Ricci ci tiene «a ricordarlo personalmente e a ricordare ciò che lui, insieme agli amministratori che lo hanno accompagnato durante le legislature, ha fatto per il Paese di Goro». Quindi si riferisce non solo al “Teatrin”, «ma anche alla rete del metano di Goro e Gorino e delle rispettive periferie, ai depuratori dell’acqua di Goro e Gorino, al Mercato ittico (opera iniziata dal sindaco Ballerini, e conclusa e ampliata da mio padre), alla sistemazione del Porto di Gorino, ai primi lavori realizzati per la Sacca di Goro, alla ristrutturazione del campo sportivo di Goro e alla creazione dei campi da tennis, alla costruzione della “nuova” caserma dei carabinieri di Goro, alla realizzazione della viabilità del paese e alla sistemazione e costruzione dei marciapiedi».
Insomma, «Una vita per il suo paese. Mi auguro che la vicenda venga risolta nella maniera più di buon senso possibile, e mi sento di dire, a nome mio e di tutta la mia famiglia, che mio padre ha meritato l’affissione della targa in suo onore all’interno del “teatrin”». —
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