Vigili giurati a rischio Ugl: controlli e tutela
Una professione con mille rischi, non ultimo quello di rimanere coinvolti in incidenti stradale. A lanciare un segnale importante su quanto è migliorato negli anni, ma anche sui notevoli pericoli legati al lavoro del metronotte è il segretario del sindacato Ugl, Federico Donato. L’intervento del sindacato mette in evidenza il bilancio positivo in termini di sicurezza al personale, dove buona parte degli istituti di vigilanza hanno investito risorse per tutelare il lavoratore. Un aspetto importantissimo, considerato che nell’ultima settimana ben due guardie giurate sono rimaste coinvolte in incidenti stradali. «La normativa cui ogni istituto deve attenersi è un regolamento ministeriale - spiega Donato - Il servizio di controllo viene svolto a bordo di auto con Gps e, nel caso di quelle coinvolte nei sinistri, la verifica è stata svolta da parte di una centrale di ultima generazione attraverso impianti radio fissi e portatili». Due gli operatori contemporaneamente impegnati nel servizio di centrale radio a copertura delle 24 ore, 18 le auto in servizio a impegnate nell’intero territorio provinciale, con evidente incremento durante il periodo estivo. Un lavoro di forte responsabilità, al quale si aggiunge l’obbligo di segnalare qualsiasi osservazione e raccolta di elementi informativi di interesse e utilità per le Forze di polizia e per le polizie locali: un modo in più per far prevenzione e reprimere reati durante il turno di lavoro, secondo quanto concordato con il ministero dell’Interno e delineato nel progetto “mille occhi sulla città”. Un lavoro non semplice e di responsabilità al quale si aggiungono complicazioni dalle condizioni meteo all’obbligo di rispettare il codice della strada. «Da verifiche effettuate da parte del nostro sindacato - chiude Donato - i sinistri che hanno visto coinvolti i metronotte negli ultimi giorni sarebbero legati a responsabilità di terzi esterni all’istituto coinvolto, il Corpo vigili giurati, una eccellenza nella nostra provincia». —
Stefano Balboni
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