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rinnovata la convenzione asl 

Astra, poche quarantene e primi turisti stranieri «Cambiare i parametri»

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L’Hotel Astra rimane, parzialmente, Covid hotel anche se le stanze occupate nemmeno da positivi ma da viaggiatori obbligati alla quarantena sono molto poche mentre stanno tornando lentamente a riempirsi quelle dei turisti stranieri. «Giugno è stato il mese migliore dall’inizio della pandemia, sia pure a livelli decisamente inferiori rispetto alla normalità: speriamo non ci siano peggioramenti indotti dalle varianti, proprio adesso» sottolinea il gestore Nicola Scolamacchia, che è anche presidente di Asshotel.

Nei giorni scorsi l’albergo ha firmato con l’Asl la proroga al 30 settembre della convenzione per mettere a disposizione dell’emergenza Covid 11 posti, «elevabili secondo l’evoluzione del quadro epidemiologico», per i quarantenati. La spesa da parte dell’Asl è stimata in 59.356 euro per tre mesi, ma è legata appunto allo stato di occupazione delle stanze.

«Attualmente sono appena due o tre le camere occupate da persone rientrate da viaggi in Paesi per i quali è prevista la quarantena, come l’India - fa presente Scolamacchia - L’arrivo di qualche turista fa ben sperare, visto che giugno è stato il mese migliore dall’inizio della pandemia non solo per l’Astra, ma per l’intero sistema alberghiero cittadino: siamo ad un po’ meno della metà dell’occupazione del 2019, l’ultimo anno di normalità. Certo ci preoccupano le ultime indicazioni sull’evoluzione e la gestione della pandemia». Il presidente degli albergatori Confesercenti si riferisce al possibile aumento dei paesi sottoposti a restrizioni, al paventato obbligo del green pass per frequentare le strutture e al rischio di cambi di colore, «è doveroso cambiare i parametri rispetto alla conta dei positivi». —

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