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Carli Ballola: «Salvare i pini come a Lignano»

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LIDO ESTENSI. Si pensa di procedere a una perizia tecnica sullo stato di salute degli alberi prima di ogni decisione? E perché la redazione del progetto definitivo non è stata affidata all’architetto Bergamini, che li avrebbe salvati, anziché ad Acer, e in seguito alle indagini di Anac, allo studio Life Engineering di Ferrara?

Sono alcune tra le domande sollevate da Sandra Carli Ballola, consigliera comunale La Città Futura-M5s, nella sua ultima interrogazione. Al centro, ancora una volta, l’intervento di riqualificazione di viale Carducci a Lido Estensi che prevede, tra l’altro, l’abbattimento di 51 pini. Secondo Carli Ballola una mossa del genere la si può ancora scongiurare. «In questa fase – scrive la consigliera di minoranza – è ancora possibile intervenire, prima della gara d’appalto dei lavori, senza perdere il cofinanziamento regionale, se il committente, la giunta Negri, ritiene di correggere il tiro e differenziarsi dal modus operandi del suo predecessore, Fabbri, pronto ad abbattere l’identità di viale Carducci».

Ci sarebbero dei modelli da prendere ad esempio per progettare soluzioni alternative: «Molti comuni in località balneari hanno rifatto la pavimentazione stradale mantenendo le alberature, per esempio Lignano Sabbiadoro, dove in viale Trieste le nuove tecniche di salvaguardia delle radici dei pini domestici hanno permesso di salvare le alberature in un progetto milionario di rifacimento del lungomare. Per non parlare di Riccione», sottolinea la Carli Ballola, che chiede anche di spostare la pista ciclabile altrove.

Il tutto per salvare gli storici pini, «i quali rendono tale strada un viale, ombreggiano e mitigano le ondate di calore, assorbono Co2 e polveri sottili». —

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