La Nuova Ferrara

Ferrara

le reazioni 

Gli accusati: «Siamo convinti di aver fatto tutto il possibile»

A.M.

Nei mesi scorsi la procura ha acquisito una corposa documentazione. La difesa: «Valutiamo di nominare i nostri consulenti»

2 MINUTI DI LETTURA





Alcuni mesi fa, quando l’inchiesta era ancora nella fase conoscitiva, senza indagati, i responsabili delle due case di riposo avevano fornito ai carabinieri tutte le “carte” richieste dalla procura: cartelle cliniche, documenti sanitari, protocolli adottati all’interno delle Rsa. E oggi che da quelle carte, e dalle testimonianze raccolte, sono emersi capi di imputazione pesanti come macigni, i sei indagati restano fermi nella convinzione di aver agito con scrupolo e buona fede: «I nostri assistiti ritengono di aver fatto tutto quanto era necessario per tutelare gli ospiti – dichiara l’avvocato Eugenio Gallerani, che difende gli indagati insieme all’avvocato Federica Malservigi – Quello disposto dalla procura è un accertamento tecnico, quasi una strada obbligata, e ce lo aspettavamo; è anzi importante che si sia instaurato un contraddittorio tra le parti, al quale potremo partecipare per difenderci», prosegue il legale che, spiega, sta valutando di nominare a sua volta propri consulenti. «Contiamo di chiarire la nostra posizione – va avanti Gallerani – dimostrare che sono stati seguiti i protocolli. Del resto quelli scoppiati nelle residenze Caterina e Paradiso non sono gli unici focolai che si sono registrati nelle Rsa ferraresi, con fattispecie simili. È stato un periodo critico per tutti.». E riguardo all’episodio di violenza fisica e verbale ai danni di un’anziana ospite, incluso tra i capi di imputazione, «la persona che l’avrebbe commesso non è neppure indagata», replica.

Il passo avanti nell’inchiesta è stato accolto con soddisfazione dai legali delle parti offese: gli anziani ospiti sopravvissuti al contagio, ma anche i familiari che hanno fatto fronte comune per chiedere giustizia per i loro cari deceduti: «A nome dei miei clienti – interviene l ’avvocato Gianluigi Pieraccini – volevo ringraziare gli inquirenti per la rapidità e la precisione con cui hanno condotto l’indagine. È stato portato avanti un grande lavoro».

«La procura ha disposto un accertamento tecnico irripetibile importante» aggiunge l’avvocato Piero Giubelli, che a fine anno aveva presentato un esposto firmato dai familiari di alcuni ospiti della Residenza Paradiso, che ricordavano la situazione allarmante all’interno della struttura: 94 ospiti positivi su 104, decine di operatori contagiati e undici decessi.

«Sono due gli aspetti su cui i consulenti nominati dal pubblico ministero Barbara Cavallo sono chiamati a pronunciarsi: – spiega ancora Giubelli – l’applicazione dei protocolli sanitari a tutela degli ospiti; ma anche il rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e la protezione del personale, perché a essere colpiti dal contagio sono stati anche diversi operatori, e questo non sarebbe dovuto succedere». —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google