Il Comune davanti al Tar «Costruì sul nostro terreno»
Due cittadine di Zerbinate ricorrono al giudice per far valere le loro ragioni La replica dal municipio: «Motivazioni infondate e pretestuose, tutto regolare»
BONDENO. Due cittadine di Zerbinate porteranno il Comune di Bondeno davanti al Tar, ritenendo di avere ragioni da sostenere di fronte al giudice, in merito ad alcune opere di urbanizzazione realizzate su porzioni delle loro proprietà e che il municipio non avrebbe mai proceduto a rilevare.
Muove i suoi passi da questa constatazione la decisione di portare il Comune dinanzi al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna. Le due cittadine, che verranno difese in giudizio dagli avvocati Maurizio Sartori e Marco Sinisi, ritengono che l’ente locale abbia operato sulla loro proprietà, nell’ambito del Piano urbanistico riguardante la frazione di Zerbinate, «con conseguente trasformazione irreversibile delle suddette aree», senza tuttavia avere «mai adempiuto all’acquisto» e senza rispettare (a parere dei ricorrenti in giudizio) una scrittura privata risalente al 20 febbraio del 2009.
incarico al legale
Il Comune ritiene le richieste avanzate, all’interno di un atto ufficiale, «infondate e pretestuose».
La giunta di Bondeno ha autorizzato, mediante uno specifico provvedimento, il sindaco Simone Saletti a costituirsi in giudizio, per difendere le ragioni dell’ente locale. Procedendo a conferire un incarico ad interim ad un legale che verrà individuato dal dirigente del servizio competente. Un avvocato incaricato dal Comune che avrà ampio mandato di rappresentare l’ente, proporre impugnative, transigere e conciliare, nel corso del dibattimento.
Si allunga, insomma, l’elenco delle controversie legali che vedono coinvolto il municipio, impegnato ormai in varie udienze, a cominciare dal versante dei numerosi ricorsi tributari, fino a quest’ultimo episodio di una presunta realizzazione di opere su porzioni di terreno privato. Sarà naturalmente il Tar a stabilirlo.
Il Comune, con l’obiettivo di fare fronte all’imprevisto incarico legale, ha già messo sul piatto circa 17mila euro, al fine di dirimere l’intricata vicenda. —
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