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Natali (Cgil): «Si poteva fare molto di più per evitare i focolai»

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A muoversi per accendere un faro sulle criticità riscontrate nelle strutture protette erano stati anche i sindacati, e specialmente la Cgil sanità. «Abbiamo monitorato in particolare la situazione della residenza Paradiso, dove mesi fa era scoppiato un focolaio che ha interessato 94 ospiti su 104 – ricorda Natale Vitali della Funzione pubblica – Ci siamo fidati dei lavoratori, di quanto era stato riferito dagli operatori del 118 che entravano nella struttura e rilevavano problemi e difficoltà, come poi è stato messo in luce anche tra i capi di imputazione della procura». Contro la “Paradiso” il sindacato ha anche avviato un’azione legale «mentre abbiamo meno informazioni sulla Residenza Caterina. Siamo contenti che la procura abbia aperto un’indagine per accertare i fatti, ci fidiamo del sistema giudiziario. Abbiamo cominciato a raccogliere i primi timori verso ottobre-novembre, quando i contagi hanno fatto un balzo in avanti, abbiamo messo nero su bianco più e più volte le nostre preoccupazioni, ma la situazione non è migliorata. E continuiamo a ritenere che poteva essere fatto di più per contenere i contagi. Le nostre denunce hanno anche spinto alcuni familiari a rivolgersi a noi, allarmati per lo stato di salute dei loro cari». Un aspetto importante, aggiunge Vitali, è quello legato alla sicurezza sui luoghi di lavoro: «Non dimentichiamo che anche diversi operatori sono stati contagiati, la procura intende compiere accertamenti anche su questo aspetto». Così come non erano mancate, nei giorni più infuocati delle proteste, le rivendicazioni dei dipendenti che difendevano il proprio operato e il loro posto di lavoro. —

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