Serpenti, topi, escrementi nella “casa degli orrori” La rabbia dei residenti
In via Rambaldi nel quartiere Arginone è a rischio la salute pubblica Ai civici 18/20 permane una situazione di abbandono e degrado
il caso
Marcello Pulidori
L’avevano ribattezzata “la casa degli orrori” perché tra le sue mura fino a qualche tempo addietro lo sport preferito da chi vi abitava era quello di scuoiare vivi i gatti dei vicini. Vicenda che ha avuto anche strascichi nelle aule del tribunale. Ma, ciò nonostante, casa degli orrori è rimasta. Perché dal sopralluogo effettuato ieri insieme ad alcuni vicini, in ciò che resta di quell’immobile, al suo interno e nel cortile (se è ancora possibile chiamarlo così) c’è di tutto. O meglio, c’è tutto ciò che non dovrebbe esserci. L’elenco fa rabbrividire: serpenti (come documenta la fotografia scattata ieri mattina e pubblicata sopra), topi, nutrie, per non parlare degli escrementi, umani e animali, “conservati” in un grande bidone azzurro mai svuotato. Con puzze nauseabonde annesse.
Non siamo alla periferia di qualche favela, bensì a Ferrara. Via Domenico Rambaldi, civici 18/20, zona via Arginone. Un quartiere abbastanza tranquillo che si trova a ridosso del deposito bus di Tper. Degrado, abbandono, incuria. Tutto documentato da (fin troppi pazienti) vicini di casa della famiglia Dedoni-Cerasi, nota alle cronache, soprattutto giudiziarie, di questa città. Segnalazioni e segnalazioni, montagne di carta spedite agli uffici dell’igiene pubblica dell’Asl; lettere al Comune di Ferrara; lettere e altre segnalazioni alle forze dell’ordine. Tutto, evidentemente, ammuffito nei cassetti. Sta di fatto che malgrado le tante sollecitazioni e le altrettanto numerose proteste, nulla si è smosso e le condizioni da giungla di questa porzione di quartiere continuano ad allarmare chi ci vive accanto. A pochi metri. Insomma, l’orrore non è soltanto nella definizione (peraltro azzeccata) coniata da qualcuno, ma sta soprattutto nelle condizioni igienico-sanitarie. Che sarebbe riduttivo definire precarie. Questo per restare ai bubboni più virulenti. Perché a guardarsi bene intorno l’elenco di prima potrebbe allungarsi di molto. Presenza di erba alta, abbandono di gabbie di animali, rifiuti di ogni genere, una parte del marciapiede inutilizzato perché, come spiega una residente, «bisogna fare così, se non si vuole rischiare di fare la conoscenza ravvicinata con uno di questi serpenti. Velenosi? Non credo, ma sono belli grossi. E poi – conclude la donna – chi può sapere? Non si sa mai».
«Qui servirebbe una bonifica completa – aggiunge un’amica anche lei residente a pochi metri dalla casa degli orrori – lei dovrebbe ascoltare i rumori che avvertiamo la sera quando i suoni si possono udire meglio. C’è da farsi venire la pelle d’oca». Possibile, dice ancora la donna, «che l’Asl o il Comune non si interessino di una situazione simile? Tutto ciò non disturba solo noi ma è un pericolo per tutti. Che sia la volta buona, o dobbiamo attendere ancora qualche anno per la gioia di rettili e topi?». La rabbia dei residenti è al colmo. L’allarme è (ancora una volta) lanciato. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
