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Il Palazzo Ottagonale risplende con il centro civico e le sue sale

Lorenzo Gatti
Il Palazzo Ottagonale risplende con il centro civico e le sue sale

Un importante restauro riconsegna alla comunità l’edificio costruito nel 1854  Gli spazi al primo piano dedicati ai pittori Nalin e Zanellato. Il sindaco: è la storia

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ARIANO FERRARESE. Il Palazzo Ottagonale alcuni giorni fa ha aperto le sue porte e si è svelato al pubblico nella propria magnificenza. Dopo un lungo e impegnativo recupero, la Villa Ottagonale è stata inaugurata pochi giorni fa in una giornata molto attesa dal Comune, presente il sindaco Gianni Michele Padovani.

la dedica

La sala al primo piano è stata dedicata ai pittori arianesi Nevio Nalin e Alfredo Zanellato (morto in maggio) e diventerà sala per mostre d’arte.

«Questo edificio è del 1854 – ha affermato il sindaco Padovani – ed è stato ristrutturato grazie a un cospicuo finanziamento inserito nel programma di sviluppo rurale». «È una testimonianza di cultura e civiltà – ha detto ancora il primo cittadino – e ora dobbiamo iniziare a viverlo. Ospiterà i reperti archeologici ritrovati in zona Gombito ad Ariano e ci auguriamo di inserirlo, anche con la collaborazione dell’architetto Sergio Fortini, in un percorso archeologico con Adria e Ariano Polesine (Museo di San Basilio, ndr). Sarà anche la sede delle associazioni locali e dei seggi elettorali e sarà il centro civico della località. La sala al piano nobile sarà intitolata ai pittori Nalin e Zanellato».

«La bonifica è un pezzo di storia del nostro territorio – ha poi detto Stefano Calderoni, presidente del Consorzio di Bonifica “Pianura” – quest’area è già patrimonio dell’Unesco. Restituire questo spazio ai cittadini, il cui canone d’affitto simbolico per il Comune di Mesola è di un euro per 99 anni, è fondamentale. Il nostro territorio è apprezzato da persone provenienti da tutta Italia: si pensi che da maggio a luglio l’hanno visitato in più di 6mila. Prendetevi cura di Villa Ottagonale, patrimonio di tutti».

«TERRITORIO AL CENTRO»

«Questo recupero – ha detto la consigliera regionale Marcella Zappaterra – è stato il frutto di una straordinaria collaborazione in occasione del Psr 2014-2020 e quel bando fu un occasione eccezionale: Codigoro e Mesola si portarono a casa quasi un milione di euro. Siamo all’inizio e non alla fine di un percorso; l’amministrazione comunale ha rispettato i tempi nonostante il Covid e ha vinto un concorso di progettazione a livello europeo. Questo territorio è stato inserito nella ciclovia Cadice-Limassol e adesso potrà vantare anche un percorso archeologico, bisogna progettare in grande e la Regione farà la sua parte per questo incredibile territorio. Ci siamo dati come obiettivo quello di utilizzare al meglio i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza; ndr), fondi straordinari per fare cose straordinarie e contribuire alla trasformazione del territorio. Questo è un nuovo inizio per Ariano Ferrarese e per la ciclovia “Destra Po” . Crediamo che le aree interne possano avere un grande sviluppo; ci saranno molte opportunità – ha concluso– che potranno esaltare il territorio».

Dopo il taglio del nastro, autorità e pubblico sono saliti al primo pino dove la sala è stata intitolata ai pittori arianesi Nalin e Zanellato. A parlare è stata l’assessore alla cultura Lara Fabbri. «Dedichiamo il salone – ha detto l’assessore – agli artisti Nalin e Zanellato e questo spazio ospiterà la mostra permanente relativa ai reperti di epoca romana trovati negli scavi di Ariano. Questo porterà vanto e lustro alla nostra zona».

Il recupero

Strutturalmente il recupero di Palazzo Ottagonale è stato molto lungo e impegnativo. Parla il progettista, l’architetto Amos Maccapani: «Abbiamo consolidato gli orizzontamenti (i pavimenti, i solai e il tetto) con fasciature in fibra di carbonio che ora sopportano un carico da 500 chili al metro quadro. La sala museale del primo piano ha una copertura in legno sostenuta da due capriate da 12 metri ciascuna e 8 puntoni da 7 metri l’uno, che disegnano la pianta ottagonale».

E questo Palazzo Ottagonale si caratterizza anche per essere un edifico ecologico, accessibile perché privo di barriere architettoniche e con soluzioni tecnologiche moderne. «Abbiamo rifatto tutti gli infissi, le porte e gli impianti: – prosegue Maccapani – elettrico, idrico e di climatizzazione. Il riscaldamento è a pavimento con polimeri attivati dall’elettricità prodotta dai pannelli fotovoltaici capaci di produrre 10 kilowatt. Per coprire l’eventuale maggiore fabbisogno energetico, che deve soddisfare anche l’ascensore ed i fornelli ad induzione della cucina, l’edificio dispone di una disponibilità di 30 kilowatt con prelievo dalla rete energetica. Il restauro ha osservato le prescrizioni della Sovrintendenza ai beni culturali, le quali vincolano alcuni elementi per il rispetto della storia e del pregio dell’immobile». —

Lorenzo Gatti

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