Armi alla Polizia locale Su custodia e formazione sindacati contro Lodi
Il vicesindaco ammette: no, non c’è stata preparazione in caso di tentativo di disarmo Ma ho già dato il via libera per avviare un corso
Il vicesindaco ha chiuso in Commissione l’informativa comunale di ieri, su armamento e caserma, prendendo atto che gli armadietti che lui definiva sicuri (con codici e videosorvegliati) non lo fossero poi così tanto per i sindacati, e fatto sapere che avrebbe chiamato subito il comandante Claudio Rimondi, per far portare l’arma a casa ai 140 agenti che ora la lasciano in caserma.
Ma a Nicola Lodi era anche stato chiesto dalla Uil Fpl di far lasciare a tutti, in comando, le armi, almeno fino a quando «non sarà fatto il test psico attitudinale certificante l’idoneità dei lavoratori all’uso dell’arma». Questo perché le note scritte da Rimondi (assente in commissione) e lette ieri da Lodi, a conferma di visite mediche e formazione del personale, hanno lasciato poco convinti Natale Vitali (Cgil) e Leonardo Uba (Uil): «la formazione è durata un’ora, da remoto, con slide power point da studiare a casa. Visite mediche? A oggi l’unica cosa è un questionario a crocette in cui si autocertifica di non far uso di sostanze».
C’è anche il tema degli organici, «meno 30 unità che non consentirebbero lo sviluppo del quarto turno», nota la Cgil, «c’è la necessità di nuove immissioni», conferma Davide Zamboni (Sulpl). In tema formazione, peraltro, è stato lo stesso Lodi ad ammettere che «no, non c’è stata preparazione per reagire a un tentativo di disarmo ma ho già dato l’ok per avviare un corso».
Qualche aggiornamento è arrivato anche per la nuova caserma: «è in corso una trattativa per arrivare a una transazione che consenta la ripresa dei lavori» dice Lodi, ricordando che «fin dalla consegna dei lavori nel 2018 l’andamento è stato tormentato. Emersi problemi strutturali, esigenze di modifica, diverse sospensioni, due perizie di variante, iscrizione di riserva da parte dell’appaltatore, accesso dello stesso alla procedura di concordato preventivo con relativa sospensione delle opere disposte dal giudice, sospensione dei lavori per pandemia». E ora è in corso da parte di Acer (dovrebbe chiudersi a breve) un’istruttoria tecnica, necessaria visto il problema «dell’aumento anomalo dei prezzi dei materiali, causa pandemia e anomalo andamento del mercato, e conseguente necessità di rivedere i prezzi contrattuali». Per Francesco Colaiacovo (Pd) «ora ci sono investimenti consistenti sulla caserma perché il Comune ha fatto delle varianti, ma nel progetto originale il comando doveva essere acquisito gratis».
All’ordine del giorno ieri anche la variante al Poc 2 per la ciclabile che collega Pontegradella a Boara: sono necessarie opere su aree di proprietà terze, bisogna quindi approvare un vincolo preordinato all’esproprio attraverso una variante al Poc 2 per poi approvare i progetti esecutivi. Si tratta di tre lotti di intervento: il secondo nel Piano delle opere pubbliche per il 2021 e il primo e il terzo per il 2022. —
Giovanna Corrieri
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