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PORTO GARIBALDI 

Casette, una vicenda che non trova pace Esposti nel silenzio

Casette, una vicenda che non trova pace Esposti nel silenzio

Gli imprenditori che devono demolire le costruzioni in attesa di risposte da Procura e Comune Chiesta anche una mediazione all’Ordine degli avvocati

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PORTO GARIBALDI. Gli imprenditori lagunare che avevano costruito le celeberrime “casette in spiaggia” non vuole arrendersi e prova attraverso un altro canale a portare avanti la propria battaglia personale, allargandola però ad altre situazioni a suo parere simili ma che non hanno avuto le stesse ripercussioni.

Il primo passo in tal senso è stato l’esposto inviato alla Procura ormai oltre un anno fa e ripresentato lo scorso mese di marzo, con copia inviata per conoscenza al Comune di Comacchio e alla guardia di finanza. Esposto in cui vengono segnalate - con tanto di fotografie e planimetrie - cinque costruzioni con più abitazioni ciascuna (fino a 11) situate nella zona denominata “Vascello d’oro” a Lido Scacchi e che - secondo i proprietario delle casette - presentano le stesse tipicità del suo complesso. In attesa di ricevere risposte sull’esposto, il passo successivo è stato quello di richiedere un avvio di procedura di mediazione all’Organismo di mediazione dell’Ordine degli avvocati di Bologna. Anche in questo caso l’avvocato Federico Gualandi ha messo nero su bianco l’intera vicenda, arrivando a concludere senza una quantificazione di somma di risarcimento, che “ci si riserva di argomentare nel corso della procedura di mediazione, ove questa venga effettivamente avviata”, termina la richiesta.

Il problema è che pur attivandosi da più parti e dopo il lungo iter giudiziario, agli imprenditori non arriva alcuna risposta e l’attesa è ormai molto lunga. Per un caso iniziato quasi 14 anni fa, era il 22 novembre 2007 quando questa cordata acquistò dalla società “Degli Inn” surl un lotto di terreno edificabile a Porto Garibaldi, con successivi permessi per quattro unità abitativa da parte del Comune, che poi ha messo in dubbio la legittimità del titolo abitativo rilasciato, dando vita alle varie cause (fino alla Corte Europea) e all’ordine di demolizione del 2019. —

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