Il carcere si allarga Presto i lavori per il nuovo padiglione
L’annuncio del ministro Cartabia alla Camera dei deputati Attualmente i detenuti sono 333, previsti 80 nuovi posti
Marcello Pulidori
La notizia è di quelle molto attese in diversi ambiti. Il carcere di Ferrara, noto anche come “dell’Arginone” per l’omonimo quartiere in cui si trova, sarà ampliato con la costruzione di un nuovo padiglione che potrà ospitare 80 detenuti.
L’annuncio è arrivato nelle ultime ore dal ministro della giustizia Marta Cartabia che parlando alla Camera ha dichiarato che «nell’ambito dei fondi complementari al Pnrr, è stata prevista la realizzazione di 8 nuovi padiglioni», e tra questi uno a Ferrara. La ministra ha elencato anche gli altri penitenziari (oltre a Ferrara) che saranno oggetto di allargamento. Gli altri istituti che saranno ingranditi sono qulli di Santa Maria Capua Vetere, Rovigo, Vigevano, Viterbo, Civitavecchia, Perugia e Reggio Calabria.
Attualmente nel carcere ferrarese i detenuti sono 333, 193 italiani e 140 stranieri (ultimo dato ufficiale è della fine giugno).
I lavori di costruzione del nuovo padiglione all’Arginone, la cui data di inizio non è stata specificata (per il termine lavori si parla del 2026) dovrebbero riguardare la realizzazione di nuovi spazi che, come il ministro Cartabia ha sottolineato riferendosi al contesto nazionale, «saranno intesi sia come camere, sia come spazi di trattamento. Nuove carceri, nuovi spazi, che ci saranno, voglio dire anche a chi li invoca – ha detto la Cartabia – non può significare solo posti letto».
Sarà un aiuto contro il problema del sovraffollamento, ma non lo risolverà del tutto. Ne è convinto Giovanni Battista Durante segretario nazionale del Sappe, il sindacato della Polizia Penitenziaria: «La notizia è certamente positiva – dice Durante – e la speranza è che i lavori possano iniziare al più presto. Più spazi significa soprattutto migliore qualità della vita nel carcere, anche alla luce di quei detenuti che hanno problematiche psichiatriche e che ultimamente hanno purtroppo provocato feriti tra gli agenti della Polizia Penitenziaria». Così come drammatica fu la situazione che si venne a creare nel marzo del 2020 quando nel carcere di Ferrara scoppiò una rivolta di detenuti che venne sedata soltanto dopo alcuni giorni di trattative: il ministro ha annunciato indagini. –
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