Biblioteche ai privati Ipotesi settembre anche con la Bassani
La struttura del Barco può entrare nelle tre da esternalizzare Con Bibliopolis libri a scrittura agevolata. Il nodo-quarantene
L’esternalizzazione di tre biblioteche comunali, prevista già l’anno scorso, dovrebbe partire alla metà di settembre, con la novità che non si tratta più delle sole strutture di quartiere, le più piccole e in difficoltà nelle aperture a causa del mancato ricambio del personale. Oltre alla Rodari di viale Krasnodar e alla Luppi di Porotto, infatti, sarà affidata ad una gestione esterna anche la Bassani del Barco, la seconda per dimensione e frequenza della città dopo l’Ariostea. È questo l’orientamento dell’amministrazione comunale a distanza di mesi dalle forti contestazioni che avevano accompagnato l’annuncio della esternalizzazione delle tre biblioteche di quartiere, alle quali aveva fanno seguito appunto una fase di riflessione. L’assessore Marco Gulinelli ha da sempre posto la questione in termini di potenziamento delle aperture, che anche in fase pre-Covid erano a singhiozzo appunto per problemi di personale.
Ieri Gulinelli e il dirigente Angelo Andreotti erano presenti in commissione ma il tema non è stato affrontato, non essendoci stato dibattito. L’argomento in discussione ieri era il rinnovo della convenzione per il funzionamento della rete Bibliopolis, che coinvolge i Comuni del Ferrarese e la Camera di commercio, per il prossimo triennio; a novembre ci sarà una seconda convenzione con Unife per ampliare all’intero sistema bibliotecario. Tra le sinergie che la rete può attivare c’è la candidatura comune a fondi ministeriali di progetti come quella della scrittura agevolata, in Cca (Comunicazione aumentata alternativa), diretta a chi ha problemi di dislessia e anche a stranieri. Il progetto prevede l’acquisto di libri in Cca ma anche la formazione degli insegnanti e la divulgazione di questa forma di scrittura.
C’è peraltro un problema contingente che complica la vita di chi lavora nelle biblioteche: la quarantena dei libri causa Covid. I volumi restituiti dopo i prestiti, ancora oggi debbono essere lasciati per un certo periodo di tempo in camere isolate, per timori legati al contagio. Le biblioteche ferraresi hanno chiesto alla Direzione sanitaria regionale di poter derogare, ma non è ancora possibile: l’unico passo avanti è stata la riduzione per periodo di quarantena, a Ferrara, a due giorni, ma ci sono realtà in regione che li tengono anche dieci giorni. —
Stefano Ciervo
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