Il sindacato torna in trincea «Il lavoro non si tocca»
Sblocco dei licenziamenti: presidio di Fim, Fiom e Uilm davanti a Confindustria Timori per lo stop al diesel entro il 2035: il nodo della riconversione dell’ex Vm
Marcello Pulidori
Al grido di “il lavoro non si tocca”, ieri pomeriggio Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato davanti alla sede di Confindustria, in via Montebello, a Ferrara. Lo sblocco dei licenziamenti voluto dal Governo Draghi, cioè la possibilità da parte delle aziende di avviare le procedure per licenziare centinaia e centinaia di lavoratori, hanno indotto Fim, Fiom e Uilm ad organizzare un presidio davanti a Confindustria e nel contempo a proclamare assemblee e 2 ore di sciopero in tutte le aziende metalmeccaniche di Ferrara e provincia. «Dopo lo sblocco dei licenziamenti alcune aziende e multinazionali – è stato detto dai sindacati durante il presidio di ieri – hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori. Si tratta di decisioni inaccettabili – hanno detto ancora i sindacati dei metalmeccanici – che colpiscono l’insieme del mondo del lavoro, decisioni che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l’occupazione – hanno proseguito i sindacati – il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del Paese, evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi».
In via Montebello erano presenti Alberto Finessi segretario territoriale della Uilm, Giovanni Verla segretario generale della Fiom e Sandra Rizzo segretaria generale della Fim.
«Le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo, dare soluzioni alle tante crisi aperte e creare nuova occupazione. Un pacchetto di richieste – hanno detto ancora i sindacati davanti alla sede di Confindustria – in cui le priorità sono il no ai licenziamenti, la riforma degli ammortizzatori sociali, vincolare gli investimenti del Pnrr a una occupazione stabile e a un lavoro in sicurezza».
il caso vm
C’è poi un caso nel caso, ed è quello che riguarda la VM Motori di Cento, azienda che produce motori diesel, di proprietà di Stellantis. Lo stop all’utilizzo del diesel annunciato entro il 2035 ha avuto come conseguenza l’avvio di riflessioni, spesso preoccupate, sul futuro della produzione della fabbrica di Cento. Una preoccupazione che cresce e che riguarda anche il vasto indotto, cioè la filiera della motoristica diesel, di cui VM è un caposaldo a livello internazionale, non solo locale. I dubbi sono relativi alla riconversione industriale della fabbrica, di cui si è già iniziato a parlare.
«La VM Motori è una realtà di notevole importanza e per questo va considerata nella sua globalità – ha detto Alberto Finessi leader della Uilm – lo stop ai motori diesel paventato per il 2035 che ripercussioni avrà sulla fabbrica di Cento? È il caso di iniziare a pensare a una riconversione di questa fabbrica. Per questo, pur non essendo il tema direttamente collegato allo sblocco dei licenziamenti, il caso VM Motori – ha concluso Finessi – è oggi di stretta attualità». –
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