Un nuovo insetticida e il drone per rafforzare la lotta alle zanzare
Il Parco ha dato parere favorevole, non ci sono uccelli nei nidi Obiettivo: intervenire nelle Valli per non farle arrivare al mare
lidO ESTENSi. Le zanzare stanno rendendo la villeggiatura ai Lidi molto fastidiosa per la maggiore parte della popolazione. In queste ultime settimane gli insetti in questione sono aumentati in maniera importante, così come le lamentele. Eppure, ed è sotto gli occhi di tutti, i trattamenti vengono effettuati regolarmente. Anche in queste ore i tecnici portano avanti una massiccia lotta alle larve, ma il problema sono le adulte e il vento che soffia dalle Valli verso il mare, portandone quantità importanti.
correre ai ripari
In questi giorni il Parco sta valutando la richiesta di rilievi con termocamera e interventi larvicidi da effettuarsi con drone nell’ambito del progetto di lotta ai culicidi nel Comune di Comacchio. Sotto “cura” Valle Fattibello, Valle Molino, Valle Capre, Vene di Bellocchio ma anche tutte le aree corrispondenti a prati e zone agricole perimetrali alle zone umide. L’intervento in oggetto consiste nell’eseguire rilievi con termocamera e trattamenti larvicidi con il drone. I rilievi con termocamera consentono di elaborare un modello dello sviluppo dei focolai larvali di zanzara, in modo da identificarli con estrema precisione e poter intervenire negli stessi in maniera chirurgica, eliminando così ogni forma di impatto e disturbo non necessari. Il drone utilizzato per tali rilievi è un quadricottero che pesa a pieno carico 5.6 chilogrammi, durante il rilievo vola a fino 120 metri di quota.
le sostanze
Per i trattamenti verrà distribuito esclusivamente prodotto a base di Bti per l’uso del quale è stata ottenuta deroga dal Ministero della salute. Per ottenere la deroga il Comune ha ricevuto un forte sostegno da parte dell’assessorato alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, perché sono molto sentite le implicazioni di carattere sanitario derivanti da forti infestazioni di zanzare.
Il Parco ha valutato le richieste e ha risposto che per quanto riguarda le attività di rilevazione con termocamera per lo studio delle dinamiche di allagamento aree peri urbane, «non si rileva la possibilità di alcun impatto potenziale», mentre «per l’ uso droni per dispersione formulati a base di Bti, si prospettano possibili effetti diretti ed indiretti dovuti alla bassa quota prevista dal piano di volo ed alla sostanza dispersa che può costituire in via potenziale una fonte di disturbo significativo per la nidificazione delle specie coloniali».
Considerato «che non risulta nota la presenza di colonie di uccelli acquatici delle specie fenicottero ardeidi laro-limicoli nelle aree oggetto di sorvolo e trattamento con Bti, non si rilevano situazioni specifiche di criticità e impatti significativi dovuti alle attività in programma». In alcune aree semi allagate l’impatto è da considerarsi limitato alla fase di cova che avviene nei mesi primaverili e quindi il problema non si pone nei mesi estivi». Il nullaosta è stato quindi rilasciato. —
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