Cereali, campagna promossa Prodotto sano e prezzi in rialzo
Mesini (Confagricoltura): «Pesi specifici elevati e proteine soddisfacenti» Ora l’obiettivo è promuovere la filiera dal grano alla pasta tutta made in Italy
«A fine trebbiatura, c’è soddisfazione tra i produttori del Ferrarese per l’ottima qualità del grano, duro e tenero, completamente assente da fitopatie e con eccellenti caratteristiche molitorie».
Rese aumentate
Lo afferma Claudio Mesini, presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «La provincia di Ferrara si conferma leader a livello regionale nella produzione di frumento tenero e duro, con più di 33mila ettari coltivati a grano tenero e oltre 15mila ettari a frumento duro. Favorita da un buon andamento meteo, la raccolta ha dato risultati molto positivi per la qualità e per le rese, sia per il grano che per l’orzo. Nel dettaglio sia i grani teneri sia i grani duri hanno visto pesi specifici elevati e proteine più che soddisfacenti, con un aumento delle rese di circa il 20% che spesso hanno superato gli 80 quintali per ettaro, con punte anche di 90 quintali/ettari. Il prodotto oltre a buone caratteristiche molitorie, ha anche ottime caratteristiche sanitarie, con assenza di micotossine e di patogeni in generale, a dimostrazione che l’attenta applicazione delle moderne tecniche di coltivazione permette di produrre qualità e quantità».
In sintesi, il grano ha superato bene le criticità riscontrate nel periodo gennaio-maggio, caratterizzato dalle scarse precipitazioni (molto al di sotto delle medie stagionali), dalle gelate ripetute e dallo spettro dell’emergenza idrica che rischiava di ostacolare la solubilizzazione dei concimi azotati, compromettendo quindi la produzione quanti-qualitativa.
«Generalmente le nostre rese sono superiori alla media dell’ultimo quinquennio – aggiunge Mesini – se il nostro frumento ha resistito alle criticità del meteo e alla siccità, non altrettanto è avvenuto al sud Italia, in particolare in Puglia, dove le gelate di aprile e le scarse precipitazioni di maggio hanno invece causato una diminuzione sia delle produzioni che del tenore proteico. A campagna di commercializzazione iniziata, i segnali sono positivi, con prezzi in rialzo rispetto allo scorso anno, sia per il grano tenero (+18%) che per l’orzo (+25%). L’apertura delle quotazioni alla Borsa Merci di Bologna ha visto attestarsi l’orzo a 200 euro a tonnellata, il frumento tenero a 230 euro a tonnellata e il frumento duro a 320euro a tonnellata. Inoltre grazie agli accordi di filiera, si potrà contare su un premio fino a 20 euro a tonnellata».
I prezzi
È sempre difficile fare previsioni su come si evolveranno i prezzi, prosegue il presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Ferrara: «anche se gli stock rimangono ai minimi degli ultimi anni, e se per il grano tenero i consumi sono pari alle produzioni, con una previsione di un raccolto record in Russia (tutto comunque da verificare), che lasciano prevedere una sostanziale stabilità delle quotazioni, per il grano duro le variabili sono al momento numerose e da verificare, alla luce della forte siccità che ha colpito il Nord America, con conseguente calo significativo delle previsioni di produzione, mentre al contrario si riscontra una buona produzione nell’area dell’Unione Europea e del Nord Africa».
Altre variabili di cui tener conto sono l’andamento dei consumi e dal costo dei trasporti, «che negli ultimi mesi per carenza dei mezzi e del forte aumento dei carburanti si è impennato – conclude Mesini – Si chiude così questa campagna di raccolta dei cereali, con soddisfazione per il nostro lavoro e con animo fiducioso sul fronte dei prezzi. In Confagricoltura si sta lavorando per l’affermazione della filiera grano/pasta al 100% made in Italy. Il grano è di ottima qualità, cosa che favorisce la collaborazione tricolore tra cerealicoltori e pastai. D’altronde, c’è una sempre maggiore attenzione e sensibilità da parte dei consumatori verso la pasta totalmente italiana sempre più apprezzata dal consumatore, sia sul mercato interno che estero». —
Andrea Tebaldi
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