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Rimpalli tra uffici e scontrini contestati: contributo fantasma per “Mai da Soli”

Alessandra Mura
Rimpalli tra uffici e scontrini contestati: contributo fantasma per “Mai da Soli”

Il presidente dell’Associazione: il sostegno di 5mila euro deliberato dalla Giunta, ma non abbiamo visto un centesimo 

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la protesta

Il 30 luglio l’associazione “Mai da Soli” organizzerà la Festa d’Estate 2021, ma sarà una festa velata di amarezza perché, spiega il presidente Stefano Ferrari, «del contributo di cinquemila euro destinato al nostro sodalizio, e stabilito con una delibera di giunta lo scorso giugno, non abbiamo ancora visto un centesimo, e le premesse di quel sostegno sono state di fatto disattese».

“Mai da Soli” provvede ad aiutare le persone che si trovano in difficoltà economiche dopo una separazione, accogliendole fino a un massimo di dodici mesi in una casa concessa in comodato gratuito dal Comune. Un anno fa, spiega Ferrari «l’assessore ai Servizi sociali Cristina Coletti mi chiamò dicendomi di mettermi in contatto con il Servizio Politiche sociali del Comune per iniziare la procedura relativa al contributo di 5mila euro che ci era stato riconosciuto».

Da qui la prima mail, del 20 agosto 2020, inviata dall’associazione al Servizio Politiche sociali con la presentazione del progetto per il quale l’amministrazione avrebbe erogato il contributo. Ma la mail è incompleta – replica il Servizio politiche sociali – perché bisogna elencare anche le spese sostenute dall’associazione a causa della pandemia, così il 29 agosto viene inviata una seconda mail, specificando che per l’emergenza Covid sono stati spesi 3.807,37 euro.

Il gazebo contestato

Per qualche mese, continua Ferrari «silenzio assoluto», fino all’11 dicembre quando il Comune tramite lettera comunica che il contributo è stato ufficializzato e allega uno stampato (Piano economico relativo al progetto in argomento) da compilare indicando il preventivo di spesa. Dunque: terza lettera, con la quale il 4 gennaio di quest’anno l’associazione invia la documentazione richiesta. Tutto bene? Per niente. Perché tra gli arredi esterni da comprare e utilizzare nei mesi estivi (tavoli, sedie, un tavolo da ping pong, un calciobalilla) è incluso anche un gazebo: «Una struttura a scomparsa, da rimuovere nei mesi invernali», precisa Ferrari. Ma il Comune teme che si tratti di una struttura fissa, «che avrebbe creato addirittura problemi per le Belle Arti. Il problema è andato avanti tre mesi, da febbraio a aprile, ma sarebbe bastato un semplice sopralluogo a risolverlo». Tutto tace ancora pe circa un mese, e Ferrari perde la pazienza. Il 31 maggio manda l’ennesima mail al Servizio Politiche sociali, manifestando l’intenzione di rendere pubblica la vicenda. E intanto arriva la delibera di Giunta che, i primi giorni di giugno, stabilisce l’erogazione del contributo. Un mese dopo, sempre il Settore servizi sociali comunca all’associazione che il contributo «è stato liquidato per il pagamrnto alla Ragioneria», e Ferrari comincia a sperare.

Pochi giorni dopo invia un sms di conferma al sindaco Fabbri, «persona e autorità che si è sempre dimostrata molto sensibile nei confronti dell’associazione e di questa vicenda», che gli risponde: “Ok”.

Poi un’altra doccia fredda. La Ragioneria rimanda la pratica ai Servizi sociali, spiegando, riferisce ancora Ferrari «che in questi termini la somma non si poteva liquidare e che al massimo avrebbero provveduto a comprare gli arredi esterni». E il resto della somma? A Ferrari «un’impiegata molto gentile del Servizio politiche sociali» spiega che poteva presentare gli scontrini delle spese sostenute durante l’emergenza Covid. Ma dalla Ragioneria arriva un altro no: quegli scontrini non vanno bene, perché non sono scontrini parlanti.

Scontrini “parlanti”

Ultima puntata: mercoledì 21 luglio la Ragioneria propone, al posto dell’erogazione dei contanti, di acquistare altri beni durevoli per la Casa, come materassi, frigoriferi o lavatrici. «Ma sono cose che non ci servono – protesta Ferrari – Non sarebbe stato più semplice spiegarci fin dall’inizio che per i rimborsi erano necessari gli scontrini parlanti? Possibile che un anno dopo l’annuncio del contributo non abbiamo ancora visto un centesimo?», si sfoga ricordando che «molto spesso provvedo di tasca mia alle spese dell’associazione. L’ultima volta pochi giorni fa, quando ho anticipato 99 euro per i pozzi neri. Lo trovo assurdo, “Mai Da Soli” svolge un servizio di utilità sociale per tutta la città». —

Alessandra Mura

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