Calano le richieste di credito «Ma le imprese investono»
Nel secondo trimestre -14% d’istanze alle banche: il 2020 però è stato anomalo Govoni (Camera commercio): la ripresa c’è, si cercano fondi in canali alternativi
Proprio adesso che l’economia ha preso sprint dopo il lungo letargo Covid, crollano le richieste di credito da parte delle imprese. Può essere interpretato come un controsenso, il dato che emerge dalle osservazioni del secondo trimestre sul rapporto banche-imprese, ma in realtà la spiegazione c’è: il confronto è su flussi creditizi, quelli dell’anno scorso, gonfiati dalle esigenze di liquidità delle aziende stritolate appunto dagli stop pandemici. Insomma, in realtà il “cavallo beve” ed è alla ricerca di fonti di finanziamento alternativi al e banche, come dimostra il successo del recente bando camerale sugli investimenti informatici: il tutto in attesa dell’Eldorado del Recovery fund, che comunque comincerà ad essere disponibile nel 2022.
calo di richieste
Il dato di partenza è quello registrato dal Barometro Crif, specializzato nel cogliere l’andamento congiunturale del sistema creditizio. Nel secondo trimestre 2021 le richieste di credito da parte delle aziende ferraresi sono calate del 14%, lievemente superiore alla media regionale che è -12,2% ma molto inferiore a quella nazionale (-38,5%). Tutte le province emiliane fanno registrare del resto un segno negativo, dal -18,2% di Piacenza al -6,3 di Modena.
Sono invece molto cresciuti gli importi medi richiesti, visto che il dato di Ferrara si attesta poco oltre 82mila euro, con una crescita del 59,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso; e c’è chi, ad esempio Forlì-Cesena, fa registrare incrementi addirittura superiori al 150%.
Secondo Simone Capecchi (Crif) sono proprio, in generale, le prospettive di ripresa economica ad aver innescato il deciso decremento delle richieste di finanziamento per liquidità, mentre la crescita dell’importo medio può essere spiegata dalla propensione «a frazionare meno le richieste, rivolgendosi primariamente agli istituti di riferimento con i quali intrattengono rapporti abituali». Una marcia verso la “normalità” economica, insomma, che a Ferrara viene confermata da altri osservatori.
bando “bruciato”
Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio, non ha dubbi in proposito: «Si respira grandissima voglia di ripresa tra le aziende ferraresi, e il dato relativo al credito non è indicativo perché, appunto, sconta il confronto con un anno totalmente anomalo come il 2020. La prova più evidente di quanto affermo è il bando per i progetti digitali 4.0 che è andato esaurito in una giornata. E non si trattava di spese di routine, come computer e software, ma di progetti strutturali, non semplici da mettere a punto». I 200mila euro previsti da questo bando sono stati quindi polverizzati, e Largo Castello sta già elaborando altri strumenti di questo tipo per assecondare la voglia d’investimento delle imprese ferraresi.
C’è poi grande attesa per le ricadute dei fondi del Recovery, «ci vorrà del tempo, stiamo parlando dell’anno prossimo, ma di sicuro di soldi ne arriveranno ed anche molti. Le nostre imprese stanno cercando anche alternative ai finanziamenti bancari» è la conclusione di Govoni. —
Stefano Ciervo
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