«La riforma Cartabia un contentino al M5S Deve essere cambiata»
Mantovani: invieremo un documento del gruppo ferrarese Il movimento senta gli iscritti, se passa noi fuori dal Governo
Per il M5s ferrarese la riforma Cartabia va rivista, altrimenti si esce dal Governo. Una questione da mettere come minimo ai voti. E presto a Roma dovrebbe arrivare proprio il documento, in elaborazione in questi giorni da parte del gruppo ferrarese, per chiedere di consultare gli iscritti sulla decisione di tenere o meno la riforma Cartabia emendata, o uscire dal Governo in caso di approvazione con la fiducia.
I quesiti di Grillo
«La difesa della riforma Bonafede per noi era uno dei punti imprescindibili per la partecipazione al Governo - constatava l'altro giorno all'assemblea 5s il capogruppo in Consiglio comunale, Tommaso Mantovani - faceva parte dei quesiti posti da Grillo, che disse: volete entrare nel Governo? Avrete il ministero della Transizione ecologica e questo abbiamo già visto che era una fake, con Cingolani che strizza l'occhio al nucleare o dà il via alle trivelle; l'altro punto era non rinunciare al lavoro già fatto, tra cui la riforma Bonafede». Uno dei punti dolenti è «l'improcedibilità di Cartabia: praticamente una prescrizione. Mi sembra assurdo che nell'esercizio di tutela dei diritti civili che lo Stato compie verso i cittadini si diano dei termini: in questo la trattativa Stato-mafia sarebbe caduta in prescrizione».
Con la riforma Cartabia la prescrizione cessa di decorrere dopo la sentenza di primo grado, come da riforma Bonafede, ma vengono introdotti tempi oltre i quali scatta l'improcedibilità: due anni per il processo d'appello, uno per quello in cassazione. «Gli aggiustamenti di carattere tecnico sarebbero dei contentini per salvare un Governo che, a questo punto, non vedo rispettare la ragione sociale dei 5s - diceva Mantovani -. Per cui vedremo se voteremo per restare nel Governo Draghi. All'unanimità la fiducia alla riforma? Per me è follia». Ma se sulla riforma della giustizia il M5s è compatto, diverse le posizioni in merito al nuovo Statuto: si vota online a inizio agosto.
Nuovo statuto
Iscritti e simpatizzanti in assemblea l'altro giorno parlavano di «grosso passo avanti». Mantovani voterà No, «perché secondo me non riesce a risolvere davvero i problemi di rappresentanza locale: per esempio per avere il riconoscimento un gruppo locale si dovrà avere una rappresentanza di almeno 50 attivisti, ma se fa fatica anche il Pd ad averne altrettante che non siano in qualche modo strutturate! Si arriverebbe a sollevare il problema della litigiosità tra gruppetti, costringendo ad allargarsi il più possibile e togliendo la voce a tanti», diceva Mantovani pensando all'ultimo scontro fra liste e alla certificazione avuta da Rousseau. Anche lo stesso superamento di quella piattaforma «mi è dispiaciuta, essendo un grillino della prima ora; così come l'introduzione del 2 per mille segna un passaggio che da nostalgico non riesco ad accettare». «È tutto troppo strutturale - chiude Mantovani - vuol proprio dire creare un partito a tutti gli effetti». —
Giovanna Corrieri
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