Lutto per Ronchetti Le sue sculture baluardo della storia locale
ARGENTA. Se n’è andato un altro volto storico di Argenta. Ieri mattina, alle 8, all’ospedale di Argenta, dove era ricoverato da alcuni giorni, è morto Benito Ronchetti, 86 anni, scultore autodidatta e per tantissimi anni al servizio della clientela della storica Ferramenta Sala, di via Don Minzoni. Originario di Cento, Benito Ronchetti arrivò da queste parti nel lontano 1951 e assieme alla moglie Alice ha costruito la sua residenza in via Seliciata, nello storico borgo dove ha iniziato a realizzare le sue opere. Assieme ad Olao Mingozzi e Tiziano Bolognesi, fu uno dei fondatori del Centro Artistico Argenta. Le sue sculture – la più famosa è “lo scariolante” che per anni è rimasto nell’atrio della sede della Coopcostruttori – sono sparse un po’ ovunque. Addirittura è in programma una mostra per la notte di San Lorenzo (10 agosto) al Museo della Bonifica in occasione di “È la sera dei Miracoli”.
Certo, un autodidatta ma che sapeva plasmare con gusto e armonia la creta oltre a saldare vari pezzi di ferro e riusciva anche a dar vita a insignificanti pezzi di legno, che andava a recuperare d’inverno lungo la spiaggia. Non va poi dimenticata la sua passione per il canto, visto che per anni ha fatto parte della Corale “Giuseppe Verdi” di Argenta. Negli ultimi anni, però, aveva concentrato la sua passione per l’arte applicata ai presepi, con mostre collettive che venivano organizzate in occasione del Natale al Centro culturale Cappuccini di Argenta.
C’è un’altra caratteristica di Benito Ronchetti che molti gli riconoscono: la generosità. Ronchetti, oltre alla moglie Alice, lascia i figli Davide e Barbara. Il funerale non è ancora stato fissato. —
G. C.
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