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Morti stradali triplicate «Distratti e disabituati»

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In forte aumento l’incidentalità stradale in Emilia-Romagna rispetto al 2020, in lieve flessione rispetto al 2019 anno in cui il traffico non ha subito alcuno stop. Sono 128 i morti sulle strade da inizio anno, mentre nel 2020, in avvio pandemia, si sono contate 82 vittime. Nella triste elaborazione statistica un dato positivo viene registrato confrontando le 179 vittime registrate nel 2019 con il numero inferiore di quest’anno. Elevatissimo l’incremento di persone decedute a bordo di moto e scooter, le cui 61 vittime sono il 48% del totale, con un +25% rispetto allo scorso anno. I dati, aggiornati al 23 luglio e divulgati dall’Osservatorio regionale per la prevenzione e la sicurezza stradale vedono la provincia di Bologna al primo posto come numero di decessi, con 34 vittime, seguita dalla provincia di Modena dove si sono contate 19 croci. 14 i morti in provincia di Piacenza e Reggio Emilia, 13 nel Ravennate. Nel Ferrarese si contano 12 morti, numero triplicato rispetto allo stesso periodo del 2020. 10 i decessi registrati nella provincia di Forlì– Cesena, 7 nel Parmense e 5 nel Riminese.

«La distrazione non conosce vaccino - osserva Mauro Sorbi, presidente dell’osservatorio regionale - Imputata storica principale dell’incidentalità, ora assurge a monarca assoluto, perché la presenza ed il perdurare della pandemia hanno portato l’insorgere di gravissimi problemi socio-economici-familiari e sociali che hanno causato un’assenza alla guida: spesso non siamo presenti a noi stessi e non prestiamo la giusta attenzione». Alla distrazione stradale vanno comunque aggiunte altre cause, quali il mancato rispetto della distanza di sicurezza e l’abuso di sostanze alcoliche. —

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