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La tragedia di via Ticchioni 

Polizia e procura cercano la verità dai familiari Oggi gli atti dell’autopsia

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È un testimone credibile, il ferrarese 30enne che alla Polizia sabato mattina – dopo una notte di silenzio perché sotto choc, dopo aver visto la scena – aveva riferito di aver visto precipitare dall’alto, dalla casa di via Ticchioni il muratore trovato morto poi sul marciapiede davanti la casa. Una testimonianza che restringe il campo delle ipotesi sulla tragedia di via Ticchioni, sulla morte di Mikel Gjini, indicando che si sarebbe trattato di un gesto volontario. Ma ugualmente, questo fatto non ferma le indagini di Procura e Polizia che oggi avranno una impennata perché verranno ascoltati in modo più approfondito tutti i testimoni e soprattutto i familiari di Gjini. Gli inquirenti cercano elementi che possano dare una spiegazione al gesto volontario, riscontri e verifiche su questa ipotesi, ma non si fermano qui. Fondamentale come già spiegato l’autopsia e la perizia tossicologica, i primi atti già da oggi partiranno dall’ufficio del pm Isabella Cavallari, che sta seguendo le indagini fin dal primo momento della tragedia

La squadra mobile dovrà assolutamente capire dai familiari che verranno ascoltati nuovamente – quali fossero le condizioni psicologiche di Mikel, alla luce del fatto che proprio sabato – giorno dopo la tragedia di venerdì sera – sarebbe dovuto partire per recarsi in Albania dalla moglie e figlie e che questa non sarebbe stata solo una vacanza, ma il primo atto di una nuova vita visto che aveva scelto di trasferire tutta la famiglia dall’Albania a Ferrara. E allora perché togliersi la vita in un momento di svolta per la propria famiglia? Occorre anche ribadire che per l’altra ipotesi dell’investimento di un’auto pirata, dai primi esami le telecamere visionate non avrebbero dato indicazioni. –

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