Ambulatori di base Poche candidature
Grandi difficoltà nel coprire i posti messi a disposizione per i medici di base. Se gli ambulatori restano vuoti per mesi, soprattutto nelle frazioni e nei paesi, è per via di un’adesione inferiore al 25% dei posti messi a disposizione, è la denuncia dello Snami. E la colpa, è la tesi del sindacato autonomo, è delle condizioni offerte dal servizio pubblico: «Se i nostri giovani medici sono necessari al sistema, allora contestualmente all’attribuzione dell’incarico precario, dev’essere loro garantito l’accesso al corso di formazione in medicina generale, per far sì che l’assistenza non si polverizzi nel precariato “usa e getta”. Quale cittadino può desiderare di avere un medico per sei mesi, destinato giocoforza a cambiare in base all’avvento del prossimo precario usa e getta in graduatoria?».
I dati messi a disposizione dallo Snami sono in effetti eloquenti: a Ferrara i posti non coperti sono oltre il 75% di quelli offerti, cioè 25 su 33, una delle percentuali più alte dell’Emilia dopo Piacenza e Reggio. In generale, gli unici territori con una copertura accettabile sono Imola e la stessa Bologna, al di sotto del 30% di posti vacanti.
I neodiplomati che accettano l’ambulatorio, sottolinea lo Snami, non ottengono nemmeno «un percorso per il riconoscimento dell’esperienza professionale e della formazione complementare maturata, neppure permettendogli l’accesso al corso di formazione». Di qui l’appello alla Regione. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google