Ex stazione di servizio Ancora ferma la bonifica
BONDENO. C’è un angolo di Bondeno (tra i tanti) che attende ancora di essere bonificato, in funzione del riutilizzo, dal momento che ha perduto la sua destinazione d’uso. Si tratta dell’area dell’ex stazione di servizio carburanti di via dei Mille, a ridosso del semaforo di ponte Rana, sulla Virgiliana. La procedura sembrava potersi sbloccare nel 2019, ma poi ha incontrato le strettoie dovute al Covid. Una procedura partita anni fa,con una trafila lunga e tortuosa che ebbe inizio il 26 gennaio 2005 a seguito del superamento dei parametri previsti dal decreto ministeriale 471/1999.
La bonifica del suolo tra via dei Mille e via Virgiliana consisterebbe nella rimozione delle vecchie cisterne interrate che conterrebbero ancora un certo quantitativo di gasolio. Ma non si tratta del solo caso di bonifica fermo sul territorio. «È amaro constatare che, a distanza di quasi 20 anni dalla chiusura del distributore sulla provinciale, tutto si sia nuovamente fermato – osserva il consigliere civico d’opposizione, Davide Verri –. Questo, sia per una questione ambientale, sia per l’utilizzo dell’area che potrebbe essere funzionale nella rivisitazione dell’incrocio più problematico di Bondeno. L’utilizzo di questa area fu preso in considerazione anche nel progetto, nei primi anni 2000, del rifacimento del ponte Rana. Ma non è l’unico esempio, ci sono altre aree da bonificare sul territorio che aspettano risposte, come l’ex distributore Ip in via Pironi, l’area abbandonata del vecchio Consorzio Agrario in viale Matteotti, l’area in via Copernico (piena di rifiuti potenzialmente pericolosi) e, ancora, l’ex Siram».
Nel merito di via dei Mille, dopo la prima variante seguì un progetto di bonifica presentato da una società che recepiva le richieste della Conferenza dei servizi, in sede provinciale. Era atteso anche un deposito di garanzia a beneficio del Comune di circa 61mila euro (circa metà dell’importo dei lavori. Poi, l’ennesimo stop. «L’auspicio – continua Verri – è che si faccia subito un censimento dei siti potenzialmente pericolosi per procedere a recuperarli, anche con l’intervento di privati interessati al recupero delle aree ora dismesse. Un vero piano, da affiancare al Pug che si occupi di rigenerazione urbana e di recupero dell’esistente, in piena sintonia con il principiodi contenere lo sfruttamento di nuove aree. Lo sviluppo armonico di una comunità non può più prescindere dalla pianificazione ecosostenibile e dal rispetto ambientale. Un tema su cui il Comune di Bondeno appare piuttosto assente». —
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