In laguna sempre meno medici di famiglia E adesso è emergenza
Sei in pensione dal 2018 al 2020 e altrettanti entro tre anni Donini (Regione): «Fra qualche giorno darò buone notizie»
COMACCHIO. In laguna è emergenza medicina di base. A lanciare l’allarme è Ettore Ferroni, conosciuto e stimato medico di famiglia, che ha sollevato la questione durante la recente visita dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini.
«Tra il 2018 e il 2020 sono andati in pensione, nel territorio di Comacchio, sei medici di base – ha evidenziato Ferroni – e altrettanti saranno collocati a riposo nei prossimi tre anni, tutti con il massimo dell’età pensionabile, ossia al compimento dei settant’anni. Chiedo se sia prevista una progettualità per affrontare e risolvere questa emergenza».
In un solo anno, fra l’altro quello più critico per la sanità, quattro medici (Gabriella Tomasi, Marcello Marcialis, Mario Zandi e Gustavo Ferroni) sono stati posti in quiescenza, ma il territorio è stato sguarnito anche di un altro dottore amatissimo, Emilio Tomasi, prematuramente scomparso.
«Seimila pazienti in poco tempo sono rimasti senza medico di famiglia – ha aggiunto Ettore Ferroni – e in gran parte sono stati presi in carico dagli altri, che già fronteggiano carichi di lavoro elevatissimi, dividendosi tra ambulatorio, vaccinazioni, reperibilità, visite domiciliari e ora anche la guardia medica estiva, per mancanza di medici».
Il problema è di grande attualità, alla luce della contrazione degli ambulatori di guardia medica diurna estiva, dimezzati rispetto agli scorsi anni, con apertura al pubblico a rotazione tra loro.
Le contromisure
L’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini, destinatario principale dell’emergenza medicina di base posta da un professionista del territorio, che sta vivendo sulla propria pelle una condizione ai limiti della sostenibilità, ha riconosciuto che «il problema è innegabile. Ho posto la questione nella prossima seduta della commissione regionale Salute – ha dichiarato Donini –; è segnale di scarsa attenzione in passato. Puntiamo con decisione su percorsi di formazione e borse di studio, ben consapevoli che questa operazione non la si possa fare nel giro di alcuni mesi. Il lavoro di gruppo potrebbe aiutare – ha rilevato l’assessore regionale –; certo è che devono essere formati medici e infermieri. Fra qualche giorno darò buone notizie – ha proseguito l’assessore, senza voler svelare dettagli ulteriori –, sul fronte dei medici specializzandi. Ma dobbiamo fare di più sulla medicina territoriale».
Per Emanuele Ciotti, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Ferrara, «l’ottica della gestione condivisa può aiutare». Nelle Case della Salute, dunque, destinate a trasformarsi, per legge, in case della comunità, sarà potenziato il modello della medicina di gruppo e della pediatria di gruppo. Intanto, i medici di base lagunari gestiranno, a rotazione, durante l’estate, la guardia medica diurna estiva. —
Katia Romagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google