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La natura in città Un bosco integrato nell’area dismessa

Beatrice Barberini
La natura in città Un bosco integrato nell’area dismessa

Il progetto di recupero per l’ex Siaca della famiglia Novi Uniti ambiente, sostenibilità e inclusione sociale 

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CENTO. Dietro un cancello che si affaccia su via Ferrarese, nascerà il Bosco Integrato, esempio di rigenerazione urbana, sostenibilità e inclusione sociale. Aperto per la prima volta, a illustrare il progetto del Bosco Integrato che nascerà nell’area ex Siaca, è stato il promotore Michele Novi. Alla base, la scelta della famiglia Novi di acquistare all’asta nel 2016 un’area di 50mila metri quadrati, a cui ridare nuova vita, in memoria di Caterina.

Nell’ambito dell’ultimo appuntamento di “Dialoghi per la città”, rassegna lanciata e moderata dal candidato sindaco del centrosinistra Edoardo Accorsi, la presentazione del progetto è avvenuta, presenti numerose persone, nel cuore dell’area verde, davanti alla vecchia tipografia.

SOSTENIBILITÀ

Un incontro dedicato alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente e alla rigenerazione urbana, al quale hanno partecipato gli architetti Michele Pelliconi e Chiara Pellizzola, illustrando strumenti ed esperienze di città sostenibili e integrate: «Un sistema complesso che coniuga crescita economica, inclusione sociale e tutela dell’ambiente. Come Bologna e Imola, anche Cento deve diventare Città dei Cittadini e uscire dalla situazione di stallo in cui si trova da anni. È compito dell’amministrazione comunale progettare in questa direzione, presentando un Piano urbanistico che ridisegni la città in base alle esigenze dei cittadini, che punti su rigenerazione urbana (ex macello, l’ex SimBianca, ecc.), valorizzazione del centro storico e dei parchi, collegamento con le frazioni, con una comunità attiva e protagonista della crescita sociale, economica e culturale». E le risorse ci saranno, ha sottolineato Accorsi: «La transizione ecologica è tra gli asset strategici del Pnrr, per cui inserire tra le priorità dell’agenda nazionale e locale politiche e investimenti di gestione e sviluppo del territorio, favorendo la partecipazione dei cittadini, è un percorso per portare Cento a essere una città sostenibile».

LA NATURA IN CITTÀ

Vero esempio di rigenerazione urbana e di inclusione sociale, sarà il Parco che nascerà nell’ex Siaca. «È incredibile. Tra il Bennet e il centro di Cento, entri da via Ferrarese e ti immergi in uno spazio bellissimo. Sono 5 ettari, di cui 47mila metri quadrati a bosco – ha spiegato Michele Novi – e 3mila di capannoni, dove c’era la tipografia Siaca. Il vecchio proprietario Tassinari, appassionato di botanica, fin dagli anni Settanta del XX secolo ha iniziato a piantare alberi, andando via via a creare un bosco urbano accanto a una delle vie più trafficate di Cento. C’è un laghetto di 2mila metri quadrati: ci siamo innamorati subito di questo luogo. C’era chi voleva acquistare per farci un supermercato, invece noi, dopo due anni di aste, l’abbiamo acquisito per mantenere questo spazio intatto, vivo e rigenerato nella parte edificata. Sarà luogo di riequilibrio ambientale e di coesione delle persone».

IL PROGETTO

È partita da oltre un anno l’avventura della famiglia Novi, che vede coinvolti Comune, Regione e realtà del terzo settore che operano nel mondo della disabilità, dell’inserimento lavorativo, dell’infanzia e dell’adolescenza: «Solo con un percorso partecipato potremo dar vita al Bosco Integrato. Città Verde realizzerà un progetto di cura del verde e agricoltura sociale: i prodotti verranno trasformati e utilizzati nel ristorante realizzato e gestito della coop sociale Piccola Carovana. La Fondazione Don Zanandrea lancerà un progetto-ospitalità con un B&B da 12 camere, di cui 9 a mercato e 3 come residenza per ragazzi disabili che qui sperimenteranno l’indipendenza abitativa, prendendosi cura anche del B&B e delle altre attività. Insieme al Comune di Cento, Campi d’Arte realizzerà laboratori contro l’abbandono scolastico, e l'Aps Bangherag punta a portare nel Bosco la biblioteca dell'infanzia. Il Comune intende realizzare una ciclovia che da via Ferrarese attraversi il Bosco e si colleghi in via Bixio alla rete ciclabile esistente. Il progetto c’è già e con la Regione stiamo cercando fondi per il recupero dell’immobile. A oggi, si sta lavorando sugli spazi interni da destinare alle diverse realtà. Ci vorrà tempo, ma insieme ce la faremo». —

Beatrice Barberini

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