Si è spento a 97 anni il tipografo dello Scià
Con Federico Pineda l’artigianato perde un pezzo storico Dalla sua azienda uscivano anche le locandine della Spal
Era una delle figure più prestigiose della Ferrara che lavora, che eccelle e che tanti ricordano per la storia che porta con sè. Con la scomparsa di Federico Pineda, avvenuta in questi giorni a 97 anni per una caduta accidentale, si chiude infatti un’altra prestigiosa pagina dell’artigianato ferrarese.
Da molti conosciuto come Werther, fu il titolare dell’omonima tipografia–legatoria situata nel centralissimo vicolo Mozzo Tegola, ereditata dal padre Luigi che a sua volta l’aveva rilevata dal proprio datore di lavoro nel 1912. Un secondo di attività, che la sua famiglia ha portato avanti e che poi Federico Pineda aveva ampliato costruendosi un importante rapporto di fiducia con la sua clientela grazie anche alla valida collaborazione della moglie Dina e al qualificato lavoro svolto dai suoi dipendenti.
Scelto da tanti
La sua legatoria infatti fu scelta da professionisti ferraresi, come ad esempio la categoria dei notai che per molti anni hanno affidato a lui i preziosi atti originali perché fossero raccolti in robuste ed eleganti legature fatte a mano, al fine di poter arricchire esteticamente le biblioteche degli Studi ed al contempo resistere alle continue consultazioni negli Uffici giudiziari.
Legature di grande pregio uscite dalle sue mani sapienti furono presenti anche nel palazzo imperiale dello Scià di Persia Reza Palevi, come dimostra una lettera di ringraziamento che gli pervenne anni fa tramite l’Ambasciata della Persia oggi Iran.
Nel territorio ferrarese aziende grandi e piccole gli commissionarono i loro stampati: così lo fecero il Comune, la Cassa di Risparmio ed il Consorzio Agrario Provinciale per modulistica di ogni genere; persino la Spal ricorse alla tipografia Pineda per le proprie locandine che venivano affisse in occasione delle partite.
Nonostante fosse di carattere riservato e schivo, mise a disposizione la propria esperienza ed i propri consigli perché si ottenessero i migliori risultati nella propria attività e questo gli valse nel 1987 il Premio San Giorgio conferito dalla Camera di Commercio e nel 1994 un riconoscimento dalla Ferrariae Decus per aver contribuito a mantenere viva la tradizione: cessò l’attività nel 2001. Lascia i figli Roberta e Leonardo e la nipote Maria Grazia.
Le esequie si sono già svolte nei giorni scorsi in forma strettamente privata. –
Margherita Goberti
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