Viviani saluta: «Il mio orgoglio è la Sacca Che discredito le barricate, non siamo così»
Goro, domani ultima seduta di consiglio comunale per il sindaco: «Dieci anni straordinari, ho agito secondo coscienza»
L’INTERVISTA
Con il consiglio comunale di domani si chiude di fatto la legislatura, con le elezioni previste in autunno.
Sarà l’ultima seduta anche per il sindaco Diego Viviani, al secondo mandato e non più ricandidabile, che però vanta un piccolo record: è il primo cittadino più longevo della quasi sessantennale storia del Comune di Goro, iniziata nell’agosto 1962. Ecco il suo bilancio dei dieci anni alla guida del municipio.
«impegno ai massimi»
«È stata un’esperienza di vita straordinaria, non esiste cosa migliore che servire il proprio paese – esordisce Viviani –. Poi a volte le cose vanno bene e altre volte meno come nella vita, però sono in pace con la mia coscienza: ho cercato sempre di dare il massimo per la mia comunità, l’impegno non è mai venuto meno neanche nei momenti più difficili, quando sembrava che non ci fosse soluzione al problema, anzi ho raddoppiato gli sforzi. Ringrazio tutti i cittadini per la cortesia, di sicuro qualcuno sarà rimasto scontento, questo sta nelle cose. Grazie di cuore a tutti gli assessori e consiglieri, di maggioranza e di opposizioni, non ho mai agito per partito preso, ma sempre secondo coscienza».
Quali l’obiettivo o gli obiettivi che la rendono più orgoglioso? “Facile: la Sacca. Quando mi sono insediato avevamo praticamente ogni estate il problema dell’anossia, le morie erano all’ordine del giorno. Poi con l’esecuzione dei lavori del progetto Life, l’escavo dei canali, l’apertura dei manufatti e il continuo dragaggio dei punti di maggior criticità, non dico che il problema sia completamente risolto, però il mondo della pesca è sicuramente più tranquillo. Il raggiungimento di questi risultati è stato possibile grazie alla sinergia tra istituzioni: Regione, Comunità Europea, Provincia, Comune e mondo della pesca. Dopo anni abbiamo capito che senza una chiara unità di intenti non era possibile raggiungere certi risultati. Adesso possiamo guardare al futuro con maggior ottimismo senza però mai abbassare la guardia: la sacca deve essere continuamente monitorata, pronti ad intervenire ad ogni criticità».
«Opera fondamentale per la pesca – prosegue Viviani – sono stati i lavori di innalzamento della banchina est del porto di Goro: l’obiettivo era quello di terminare i lavori entro il 2021, purtroppo la pandemia ci ha ritardato di oltre un anno, comunque entro l’autunno saranno finiti i lavori del piazzale Leo Scarpa, e tra circa un anno saranno terminati del tutto. Per stare sempre nel mondo della pesca, è stata fondamentale per le casse del Comune l’autotassazione da parte dei pescatori che permette l’erogazione dei servizi (scuole, asilo, ecc.) e la programmazione di interventi, soprattutto nell’arredo urbano».
A questo proposito, continua il sindaco, «siamo un po’ indietro, comunque a settembre inizieranno i lavori di riqualificazione di diverse vie a Goro, il prossimo anno toccherà alla via Gorino. Poi un’opera che ritengo fondamentale: il posizionamento della fibra ottica in tutto il territorio. In questi anni abbiamo visto lo sviluppo del porto turistico: se penso a come era dieci anni fa e come si presenta adesso credo sia anche questo motivo d’orgoglio. In queste ultime settimane sono iniziati i lavori di riqualificazione e adeguamento normativo all’impianto della pubblica illuminazione: saranno sostituiti i corpi illuminanti e sarà effettuato l’adeguamento dei quadri elettrici per una spesa di circa un milione di euro. Posso dire che dopo i problemi di bilancio della prima legislatura, nella seconda grazie, anche all’autotassazione dei pescatori le cose sono notevolmente migliorate».
ottobre 2016 a gorino
Il momento o i momenti più difficili? «La risposta è scontata: l’ottobre del 2016 con le tristemente famose “barricate di Gorino”. I media ci hanno dipinti come un popolo razzista, abbiamo ricevuto ogni tipo di offesa da Trieste a Palermo, tanto da dover chiudere la pagina del Comune, tutto questo per responsabilità di una esigua minoranza della popolazione, che si è messa in favore di telecamere con la bava alla bocca. La colpa è anche di chi ha gestito “male” il problema dell’immigrazione, se ci avessero avvertiti per tempo tutto questo non sarebbe successo e non avremmo avuto problemi a ospitare per un periodo quelle ragazze. Poi fai fatica a recuperare un’immagine che è stata per settimane di discredito. Però chi conosce Goro sa che non è cosi, il nostro paese è stato da sempre il paese dell’ospitalità senza differenze, dell’integrazione e della solidarietà: questo non lo dico io, lo dice la storia e ne vado orgoglioso».
Il futuro dopo l’impegno in municipio? «Continuerò il lavoro di pescatore come ho sempre fatto, poi se ci saranno le condizioni e il paese lo riterrà opportuno non mancherà il mio contributo di esperienza maturato in questi anni». —
Odino Passarella
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