Il garante dei detenuti «C’è preoccupazione per gli agenti aggrediti»
Un carcere covid free che ha raggiunto alti livelli di vaccinazioni. Un carcere che nella tollerabilità ha già sforato la sua capienza regolamentare e che avrebbe visto rallentamenti, causa pandemia, per l’uscita di detenuti in permesso premio. E poi le recenti aggressioni al personale penitenziario: «fatti che preoccupano e che richiedono un momento di riflessione», diceva ieri in commissione il Garante dei Detenuti, Francesco Cacciola; mentre Francesco Colaiacovo (Pd) richiamava le riflessioni della Camera penale di Ferrara sulla necessità di arginare questi fenomeni con l’aumento di organico di polizia ed educatori.
Attualmente sono 331 i detenuti dell’Arginone, rispetto i 244 posti di capienza regolamentare: «un numero consistente – valutava il Garante – però la capienza tollerabile è di 462, una posizione intermedia». Sul fronte covid la vaccinazione dei detenuti «ha raggiunto livelli massimi del 90% – diceva Cacciola – mentre quella del personale è all’80%». Corsi e colloqui sono in parte ripresi, ma è emerso anche il rallentamento, causa covid, dell’uscita di detenuti in permesso premio: «Al rientro non c’erano gli spazi necessari per la quarantena – spiegava il Garante – Un fatto limitato ad alcuni soggetti». Proprio causa covid, ricordava Colaiacovo, misure ministeriali avevano concesso a chi era quasi in fine pena, di concluderla ai domiciliari: «alcune associazioni come viale K si erano offerte di ospitare chi non aveva il domicilio, ma non avevano ottenuto l’autorizzazione dal Comune». «Le associazioni non avevano mandato tempestivamente la documentazione – ha spiegato l’assessore Cristina Coletti – ci sarà modo di collaborare su questo, in quel momento non c’erano le condizioni di valutare le proposte». –
Giovanna Corrieri
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