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Ferrara, in carcere per violenze sessuali e molestie su ragazze minorenni

Ferrara, in carcere per violenze sessuali e molestie su ragazze  minorenni

I fatti risalgono a 7 anni fa, ora la Cassazione ha confermato la pena di 3 anni e 10 mesi e l'uomo è stato fermato dalla Polizia e trasferito all'Arginone per scontare la condanna

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FERRARA. Le violenze sessuali risalgono al 2013, e dopo quasi 8 anni, un cittadino pakistano di 31 anni è finito in carcere per l’esecuzione della pena, definitiva dalla Cassazione: ora si trova in carcere dopo l’arresto eseguito martedì scorso dagli agenti della Squadra Mobile, per le accuse di violenza sessuale e molestie su due ragazze minorenni (una di queste aveva una relazione) e nei confronti di una terza. Tutto iniziò nel marzo del 2013, quando il personale di una coop sociale che ospita minorenni segnalava all’Ufficio Minori della Questura della relazione di una loro ospite sedicenne con un cittadino pakistano per pressioni e minacce alla ragazza per proseguire la loro relazione.


Le indagini della Polizia portava alla denuncia dell’uomo per violenze sulla minorenne perché nel febbraio del 2013 avrebbe portato la ragazza a casa sua e l’aveva costretta, contro la sua volontà, a subire un rapporto sessuale completo, minacciandola, se non avesse accettato, di diffondere un video in cui i due si scambiavano un bacio. Dalle indagini nate da questo fatto erano emersi anche altri fatti: le amiche della vittima raccontarono che nell’ottobre del 2012 l’uomo aveva usato violenza anche su una quattordicenne in una pizzeria kebaberia dove lavorava e in cui aveva condotto la ragazzina dopo la chiusura serale: in questa circostanza la minorenne aveva subito le violenze con la minaccia che alla sorella 13enne sarebbe stato fatto del male.


Poi altre indagini e altri fatti: nel luglio 2014 sempre nella pizzeria dove lavorava, l’uomo aveva portato una quindicenne che però riusciva a sottrarsi alle violenze, subendo però toccamenti (da qui le molestie della condanna). Dopo i fatti, i processi: il 25 febbraio 2020 la Corte d’Appello di Bologna ha emesso la sentenza, diventata definitiva il 14/07/2021 perché la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal pakistano, che condannava l’uomo alla pena di 3 anni e mesi 11 di reclusione con diverse pene accessorie tra cui varie interdizioni: una pena ridotta rispetto le gravissime accuse che ha valutato comunque tutte le attenuanti possibili. Alla fine la settimana scorsa, dopo al sentenza della Cassazione, la Procura Generale di Bologna ha emesso l’Ordine di esecuzione pena e così gli agenti della Polizia hanno raggiunto l’uomo al nuovo domicilio per arrestarlo e portarlo in carcere dove sconterà la pena.

 

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