La Nuova Ferrara

Ferrara

sanità territoriale 

Ortopedia, attività non stop anche durante il lockdown

A.M.

3 MINUTI DI LETTURA





Anche nei periodi più bui della seconda-terza ondata della pandemia, l’attività delle Unità operative di Ortopedia e Traumatologia degli ospedali del Delta e di Cento non si è fermata. Nei primi sei mesi di quest’anno a Lagosanto sono stati eseguiti 553 interventi, di cui 80 ambulatoriali, 75 in Day Hospital e 398 con ricovero ordinario. Nello stesso periodo al Santissima Annunziata sono stati effettuati 421 interventi (chirurgia della mano, protesi, traumi e artroscopie), a cui si aggiungono i 32 svolti alla Salus, con una media mensile che oggi si assesta su 70-75 operazioni. Sia al Delta che a Cento si assiste a una flessione tra marzo-aprile – in corrispondenza del blocco degli interventi programmati per l’entrata in zona rossa – e a un successivo recupero tra maggio e giugno. Al tempo stesso anche le urgenze sono diminuite nei periodi di lockdown per effetto delle chiusure.

Nello specifico al Delta – spiega il direttore dell’Unità operativa, Michele Mieti – sono stati eseguiti 126 interventi di chirurgia protesica (tra anca, ginocchio, spalla e revisioni della protesi), 49 con tecnica artroscopica e 94 relativi alla frattura di omero e femore. Al Delta sono attive due piastre, entrambe Covid free: una dedicata agli interventi programmati e l’altra alla presa in carico degli accessi al pronto soccorso. Nel primo caso i tamponi vengono eseguiti pre-ricovero, nel secondo direttamente al pronto soccorso, con attesa dell’esito negativo per l’accesso in reparto. L’attività nel periodo estivo, con la costa che si riempie di turisti, «cresce a dismisura», e si porta avanti un lavoro di équipe, in cui il paziente è preso in carico a tutti i livelli, dal ricovero alla riabilitazione anche post dimissioni.

Entrambe le strutture ospedaliere, interviene il direttore dell’Unità operativa del Santissima Annunziata di Cento, Luca Castagnini, possono contare su una tecnologia all’avanguardia: «Nel 96 per cento dei casi di frattura al femore l’intervento viene eseguito entro le 48 ore successive; nell’attività di chirurgia protesica abbiamo a disposizione le stesse protesi che vengono utilizzate in tutti i centri di alto livello, e possiamo contare su un artroscopio di ultima generazione».

Non solo: «Siamo in grado di eseguire interventi all’anca con tecniche mini invasive, senza staccare il muscolo – aggiunge Michele Mieti – e siamo in grado di trattare il ginocchio a 360 gradi. Senza contare che – conclude – nei centri più piccoli il paziente è più coccolato. È sbagliato pensare che una struttura di minori dimensioni sia di qualità inferiore rispetto a un grosso centro».

A potenziare l’attività delle Ortopedie territoriali sono in arrivo, ha annunciato infine il direttore sanitario dell’Asl di Ferrara, Emanuele Ciotti, 6 ortopedici, reclutati tramite concorso, e che entreranno in servizio tra questi giorni e il mese di ottobre». —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google