Mascherine comunali prese da Grafica Veneta
Il 27 marzo dell’anno scorso il Comune di Ferrara comprò 150mila mascherine al costo di 110mila euro dall’azienda Grafica Veneta, la stessa ora al centro della bufera per le accuse di caporalato, e le gravi vessazioni ai lavoratori. I rapporti tra l’azienda e il Comune di Ferrara sono al centro di un’interpellanza del gruppo consigliare del Pd, che in premessa sottolinea che quelle mascherine erano oltretutto non idonee a proteggere dal virus. Riportavano infatti l’avvertenza: “non è un dispositivo medico-chirurgico né un dispositivo di protezione individuale” e “non garantisce la protezione dei suoi utilizzatori dal contagio da agenti patogeni, né garantisce il mancato contagio da agenti patogeni a soggetti terzi”. Il tutto mentre, rimarca l’interpellanza, «già dal 22 marzo in Emilia Romagna erano disponibili 365mila mascherine gratuite, distribuite dalla Protezione Civile e prodotti dalla ditta Monrasio acquistabili con prezzi unitari oscillanti da 0,19 a 0,25 euro secondo il quantitativo ordinato». Il Comune di Ferrara ha sottoscritto il Patto per il Lavoro e il Clima, ricorda il Pd, che chiede al sindaco se, al momento della scelta dell’azienda per la fornitura di mascherine «era conoscenza delle condizioni di lavoro dei dipendenti» e se intenda «prendere pubblica posizione di condanna del comportamento di Grafica Veneta», invitandolo a «mettere in atto una migliore e più accurata scelta dei fornitori del Comune, per evitare che i soldi dei cittadini vengano spesi per finanziare imprese simili». —
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