Frodi creditizie con il furto di identità Nel Ferrarese 94 casi
Sono 94 le frodi creditizie registrate nel Ferrarese nel corso del 2020. Il dato proviene dall’Osservatorio Crif che monitora le frodi realizzate mediante furto di identità, un reato che continua ad avere un impatto non trascurabile sulla popolazione. In tutta la regione, sempre nel 2020, si sono contati oltre 1.400 casi (+2% rispetto al 2019), anche se è proprio quella di Ferrara la provincia meno colpita, insieme a Ravenna, mentre nel Bolognese le frodi segnalate sono state 267, quasi una al giorno, e a seguire Modena (234) Reggio Emilia (170), Parma (155) e Rimini (150). Il maggior numero di casi rilevati si concentra su importi al di sotto dei 3mila euro, ma sono aumentati notevolmente qielli con importo tra i 10mila e i 20mila (11,1% del totale), e oltre i 20mila euro, che arrivano a toccare il 13,5%. Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi: quasi un terzo dei casi ha per oggetto elettrodomestici ma una quota significativa ha riguardato anche i comparti auto-moto (12,5% del totale), elettronica, informatica e telefonia (9,7%) e arredamento (7,9%). Le vittime sono in uomini (61,8% dei casi), con un aumento della fascia over 60. Nel 76,2% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 22,3% dei casi una patente. Per quanto riguarda i tempi di scoperta delle frodi, infine, sembra che questi si stiano spostando in avanti rispetto alle precedenti rilevazioni. Infatti solo il 36,3% dei casi viene intercettato entro i primi 6 mesi (nel 2019 era il 53%), mentre i casi in cui la frode viene scoperta dopo più di 5 anni sono aumentati del +44%. —
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