Guerra fredda in consiglio Il presidente: «Adesso basta»
Carli al gruppo Per Fare: «Non tollero chi mette in dubbio la mia onestà» E ribadisce come sia sempre stato applicato correttamente il regolamento
comacchio. Non c’è consiglio comunale a Comacchio in cui maggioranza e opposizione non portino avanti una feroce guerra fredda. Questa volta tocca al presidente del consiglio Pierpaolo Carli rispondere agli esponenti di Per Fare che non si sono presentati. Il motivo? L’orario del consiglio e «un regolamento ancora una volta, interpretato con criteri di convenienza e non di imparzialità», tanto che dal gruppo sono state anche chieste le dimissioni di Carli.
la risposta
«Ancora una volta mi trovo a dover contestare illazioni gratuite e prive di fondamento, vendute sui social come oro colato mistificando i fatti per l’ennesima volta», ha detto il presidente ieri.
Carli fa presente come «Il regolamento del consiglio comunale distingue tra convocazioni ordinarie e straordinarie. Il consiglio deve riunirsi in sessione ordinaria, per l’approvazione del bilancio preventivo, verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio e del rendiconto della gestione; sono straordinarie tutte le altre convocazioni».
In merito all’orario di convocazione della seduta, «come comunicato in sede di conferenza di capigruppo, si ribadisce che non è stato possibile prevedere diversamente al fine di assicurare il numero legale per la validità della seduta». Le riunioni sono sempre state convocate tra le 19 e le 21 e come è capitata qualche eccezione nella precedente legislatura, allo stesso modo si è reso necessario derogare agli ordinari standard durante quella attuale.
la difesa
Il presidente ribadisce come ha sempre «applicato il regolamento sempre con correttezza e terzietà, riprendendo indifferentemente maggioranza e minoranza senza alcuna distinzione assistendo, nonostante ciò, a comportamenti sistematicamente prevaricatori ed arroganti da parte del gruppo consigliare» Grave è, a suo parere, «sentire che una richiesta di una commissione d’inchiesta sia stata tenuta nascosta, quando con lo stesso consigliere proponente ha convenuto di discutere la richiesta nel prossimo mese di settembre per motivi organizzativi».
Sulla trasparenza delle commissioni consiliari, «si continua a insistere fornendo messaggi scorretti e fuorvianti. In questi mesi ho dovuto assistere a comportamenti disdicevoli da parte di alcuni consiglieri che, prevaricando le funzioni del presidente, si rifiutavano di zittirsi sia per sforamento dei tempi sia per gravi atteggiamenti aggressivi e maleducati; ho subìto affronti gratuiti, attacchi personali e cattiverie preparate a tavolino sia in consiglio che sui social. D’ora in poi tutti ciò non sarà più permesso. Non tollererò più chiunque metta in dubbio la mia onestà o mi manchi di rispetto, ma rimarrò sempre collaborativo e disponibile nel rispetto del vigente regolamento», conclude Carli. —
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