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L’alleanza di UnaPera per puntare alla qualità e ai controlli collettivi

L’associazione rappresenta il 70% del prodotto italiano Punta a sviluppare l’Igp fino al 35% della superficie coltivata 

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Il percorso di rilancio della pera è partito. Si è costituito nei giorni scorsi UnaPera, società consortile a responsabilità limitata fra 25 imprese, 13 organizzazioni di produttori e 12 non Op, tra le quali Afe, Aprofruit Italia, Apoconerpo, Mazzoni e Coferasta. Insieme queste organizzazioni rappresentano il 70% delle pere commercializzate sul mercato italiano nell’ultimo triennio e più del 55% dell’export nazionale di questo frutto. L’obiettivo è di «occuparsi dello sviluppo della qualità di tutte le pere dei soci attraverso la definizione di standard comuni e un controllo collettivo che consenta un’immissione sul mercato gestito da Unapera», mentre la vendita resterà in capo ai singoli soci. Obiettivo specifico è sviluppare la produzione della pera dell’Emilia Romagna Igp che sarà sviluppata fino a raggiungere, nei prossimi tre anni, il 35% della superficie dell’area di riferimento.

UnaPera è stato presentato venerdì in un workshop trasmesso da Cso Italy, alla presenza di Paolo Bruni (Cso), Adriano Aldrovandi, Mauro Grossi, Roberto Della Casa, Luigi Mazzoni, Alessandro Zampagna, Giampaolo Nasi e l’assessore regionale Alessio Mammi. «La nascita di UnaPera non ha precedenti nel settore ortofrutta, abbiamo cercato di non fermarci ai problemi» ha evidenziato Bruni, mentre il presidente Aldrovandi ha annunciato l’iter di riconoscimento per la prossima settimana, «è un progetto di rilevanza nazionale ma con un forte legame con il territorio, ed è aperto». Della Casa, responsabile di progetto, ha evidenziato i nodi del calo di consumi (-24% in quattro anni), dovuta in parte «all’incostanza della qualità», che UnaPera potrebbe “curare”: «È la prima Aop ortofrutticola d’Italia che concentra l’offerta e l’immette sul mercato con lo sviluppo di accordi e contratti con gli operatori terminali al dettaglio, lasciando la fatturazione del prodotti in capo ai soci». I tentativi precedenti, ha aggiunto il vicepresidente Grossi, sono stati «lodevoli ma insufficienti, noi cerchiamo la massima coesione. Il nuovo soggetto è aperto alla filiera, anche delle regioni limitrofe».

Mazzoni ha battuto sulla territorialità della proposta, «ci aiuterà a ricavare maggiore valore della produzione, perché i consumatori, lo stiamo vedendo soprattutto negli ultimi tempi, tendono a dare maggiore importanza all’origine locale dei prodotti: l’Igp ha quindi un grande potenziale».

L’assessore Mammi, in conclusione, ha spiegato perché la Regione sostiene il progetto dell’Aop dedicato alla pera: «Siamo consapevoli delle difficoltà che gravano sul comparto, ma è opportuno reagire e provare nuove strade. Il progetto UnaPera è la miglior risposta alle difficoltà, bisogna affrontare le emergenze e avere una visione strategica: la domanda di frutta e verdura - è la previsione di Mammi - crescerà a livello europeo e noi non possiamo permetterci di perderci la produzione di pere».

E ieri è arrivato anche il supporto della cooperazione a UnaPera, «il comparto è allo stremo e occorre fare qualcosa a tutti i livelli - dicono Carlo Piccinini, Cristian Maretti e Patrizia Masetti, presidenti di Confcoop Fedargri regionale, Legacoop alimentare Nord Italia e Agci-Agrital regionale - L’aggregazione dell’offerta commerciale è requisito fondamentale». —

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