La giungla dei regolamenti In Comune ce ne sono 120 «È ora di semplificare»
Si va dalle tasse al vestiario passando per la concessione degli immobili e i gonfaloni Il sindaco: accorperemo tutto in testi unici più chiari
Terminata la ricognizione-censimento dei Regolamenti comunali: sono ben 121. Il lavoro di accurata ricostruzione di tutti i testi vigenti, con relativa datazione, modifiche intercorse negli anni, tipologia, proposte di integrazione, ha richiesto diversi mesi ed è stato promosso dalla Direzione generale con il supporto dei servizi. Ora l’amministrazione sta studiando un meccanismo di semplificazione per accorparli per materia e per ridurli. Uno strumento sul modello di quello previsto a livello nazionale dalla Taglia-leggi del 2005. «Questo obiettivo – spiega il sindaco Alan Fabbri – si inserisce nelle nostre sfide di mandato e, in particolare, nella sfida numero 11, la “Città semplice”. Semplificare vuol dire anche diminuire il numero dei regolamenti, alcuni risalenti ad oltre 30 anni fa, facilitando la conoscenza delle norme per i cittadini e le imprese».
Fino a ieri, rivela il primo cittadino, «nessuno conosceva esattamente con precisione il totale complessivo» dei regolamenti. Oggi è allo studio un meccanismo di razionalizzazione e di riordino attraverso l’accorpamento di norme per materia e attraverso dei testi unici, con l’obiettivo di un maggior grado di conoscibilità e di chiarezza delle norme. «Purtroppo la stratificazione dei vari regolamenti, negli anni, ha portato a una moltiplicazione di testi che richiedono un riordino e una razionalizzazione, a cui intendiamo mettere mano ha aggiunto Fabbri - Una banca dati centralizzata, e facilmente accessibile dal nuovo portale web del Comune, garantirà poi la semplicità di accesso a queste norme chiare».
Le materie che vengono trattate nei regolamenti – e in altri testi in elenco – sono le più disparate: dalle regole per le applicazioni di diverse tasse e tributi (come Tari, Tasi e Tares) al Piano generale degli impianti pubblicitari, dalla «disciplina delle forme della partecipazione popolare all’Amministrazione comunale» a quelli per la gestione delle cosiddette aree di riequilibrio ecologico. A questi si aggiungono anche testi come le «linee guida per la realizzazione di controlli sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione e dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà rese all’Amministrazione comunale»; e ancora il Regolamento per le progressioni verticali, che attiene alla gestione del personale, quello per l’emergenza abitativa, la concessione di beni immobili, i pagamenti delle tariffe dei servizi, «l’autogestione dei servizi accessori e degli spazi comuni», la «gestione delle palestre», la «disciplina dei contratti».
Vi sono anche differenti testi relativi a gallerie d’arte e musei civici, la concessione e l’utilizzo di sale comunali, gli oggetti smarriti, l’uso dei gonfaloni, la disciplina delle missioni. Infine, i regolamenti specifici anche per la distribuzione del calore, del gas, il vestiario del personale, la cura dei beni comuni, la disciplina e la gestione della mobilità dell’utenza. —
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