Ex discarica del Morando Arpae approva il piano per rinaturalizzare l’area
cento. Fino a una trentina d’anni fa era il sito per eccellenza in cui finivano i rifiuti urbani dei centesi. Poi la chiusura quando aprì Molino Boschetti e nel 2017 intervenne la bonifica.
Ora per l’ex discarica del Morando è più vicino il ritorno, per così dire, alla normalità. E un futuro diverso rispetto a quel che è stato appare possibile. L’Arpae infatti ha approvato gli interventi di manutenzione straordinaria della copertura superficiale e di gestione post operativa, un piano presentato in primavera dal Comune di Cento (gestore del sito dagli anni ’70, con autorizzazione della Provincia di Ferrara fino al 1991) che ha avuto il via libera a fine aprile in conferenza dei servizi.
futuro possibile
Un passo indispensabile verso l’obiettivo di rinaturalizzare l’area soprastante (circa 70mila metri quadrati) la vecchia discarica di via Mussolina, al Penzale. Dove l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare, almeno questo era l’intendimento fino a qualche anno fa, un’area attrattiva per il territorio, riqualificata e collegata attraverso la rete delle piste ciclabili e fruibile nei suoi ampi spazi con modalità da stabilire ascoltando la comunità.
GLI INTERVENTI
Ma prima, come detto, serviva il “bollino” dell’Agenzia regionale per l’ambiente. Arrivato lo scorso 6 luglio con il via libera agli interventi per la regolarizzazione della superficie dell’ex discarica, con l’utilizzo anche di terre e rocce da scavo provenienti dalla manutenzione dei canali del Consorzio di Bonifica.
Ci sarà poi, scrive l’Arpae, “la realizzazione di uno strato di copertura finale corrispondente ad uno spessore di un metro, ad eccezione di una fascia di 20 metri sul perimetro dell’intera copertura, nella quale è previsto il graduale assottigliamento della copertura stessa, al fine di raccordarsi con le quote dei terreni perimetrali”.
Infine, la messa in posa di un materiale geocomposito, costituito dall’unione di una georete, con un geotessile su di un lato e una membrana impermeabile dall’altra: il tutto al fine di creare uno stato drenante per le acque meteoriche di dilavamento.
Via libera anche ai controlli ambientali, con un piano di monitoraggio annuale per 5 anni sui piezometri esistenti e comunicazione ad Arpae in caso si oltrepassino i livelli di guardia. —
Fabio Terminali
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