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La sottoscrizione 

Accordi per il tessile con il via libera sindacale

Maurizio Barbieri

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Sottoscritta nei giorni scorsi da parte di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le rappresentanze di Smi (Sistema moda Italia, l’associazione industriale di settore aderente a Confindustria moda) l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del tessile-abbigliamento, scaduto il 31 marzo dello scorso anno. Il testo, che sarà in vigore fino al 31 marzo 2024, interessa oltre 400 mila lavoratori, impiegati in circa 46 mila imprese di cui oltre 20mila in Emilia-Romagna e diverse centinaia a Ferrara e provincia.

L’intesa prevede nel periodo un aumento complessivo (Tec) di 74 euro. Il Tem, ovvero l’incremento medio sui minimi (4° livello), sarà di 72 euro suddiviso in tre tranche: 20 euro da aprile 2022; 25 euro da gennaio 2023; 27 euro da aprile 2023. Per il welfare sanitario, la novità è l’attivazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2023, di una assicurazione contro la non autosufficienza a beneficio di tutti i lavoratori del settore. Tale assicurazione sarà finanziata con un contributo a carico dell’impresa di 2 euro per ogni lavoratore. È stato concordato l’avvio dell’ente bilaterale di settore finanziato con un contributo una tantum a carico delle imprese di 5 euro per ogni lavoratore dipendente. Migliorata la normativa sulla tutela delle lavoratrici e lavoratori madri e padri rispetto al divieto di lavoro notturno. Importante l’inserimento di un protocollo contrattuale riguardante la competitività, la legalità e il contrasto al dumping contrattuale al fine di arginare il fenomeno dei contratti pirata. —

Maurizio Barbieri

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