Pineta e dune fossili sono a rischio «Trionfa il degrado»
Alcuni cittadini segnalano la condizione delle aree protette L’appello alle istituzioni: cura dell’ambiente in primo piano
MESOLA. Un gruppo di “cittadini del Delta Po Ferrarese”, come si sono firmati, hanno inviato una lettera ai dirigente degli Enti responsabili della tutela delle Aree protette nel Delta del Po: denunciano la condizione di trascuratezza e deterioramento in cui versano le Riserve naturali dei comuni di Codigoro e Mesola, in modo particolare le dune fossili di Massenzatica e la pineta di Mesola.
«Negli ultimi anni – si dice nella lettera – gli atti vandalici sono aumentati in modo allarmante, con danni enormi alla biodiversità tipica e alla fauna protetta qui rifugiata, mettendo ad alto rischio l’esistenza di questi preziosi ecosistemi. La loro tutela è un dovere assoluto, per ognuno di noi, così come combattere la speculazione e l’ignoranza che stanno alla base di questi tristi eventi, favoriti dall’assenza di una vigilanza quotidiana».
la denuncia
I sottoscrittori evidenziano problemi causati da «un’agricoltura intensiva scellerata» e «il grave inquinamento di questo territorio, riconosciuto anche dalla Ue», e sostengono che «le riserve naturali, se curate adeguatamente, rappresentano esse stesse importanti risorse di ordine economico, per il richiamo di un turismo lento».
Nelle Dune di Massenzatica, dicono i cittadini, «esiste un ampio spazio laterale alla casetta di accoglienza; ebbene, da molti anni è un deposito a cielo aperto, qua e là tubi e plastiche di ogni tipo. Disordine e degrado similmente a una discarica. Se questo spazio venisse semplicemente liberato e pulito, potrebbe essere disponibile per i visitatori della riserva, i camper e le auto avrebbero modo di fermarsi per visitarla e per chi lo desidera, proseguire in bicicletta verso la Destra Po e da qui a Mesola, Santa Giustina e Goro fino al mare».
«La scusa che ormai non regge più – prosegue chi firma la lettera – è che non ci siano i fondi per il personale, per la manutenzione, per le strutture e così via. Invece che succede? La presenza del personale di custodia presso la Riserva delle Dune, già limitata ai fine settimana, sarà sospesa del tutto proprio nei mesi più caldi, quando il pericolo di incendio è maggiore».
Nel documento ci si sofferma poi sulla Pineta di Mesola, «un tempo piacevole luogo per lunghe passeggiate e meta ambita dai ciclisti»: una zona che però ora «versa in condizioni penose, da anni completamente abbandonata, coi percorsi impraticabili ostruiti dalla caduta di numerose piante e mai più ripristinati. I pesanti effetti del tornado del 2017 su queste due aree hanno bloccato ogni intervento di manutenzione e tutto giace paralizzato in stato di abbandono e degrado; rimangono testimoni di un antico splendore solo cartelli spezzati, cordoni penzolanti e inutili sostegni ammucchiati a terra, ormai completamente avvolti dalla vegetazione».
le richieste
E le istituzioni? «Sono sempre più lontane – lamentano i cittadini –, prima la Provincia poi la Regione, irraggiungibili; noi insistiamo per riprendere i progetti ambientali dimenticati da anni, quelli che prevedono “Corridoi Verdi” nel comune di Mesola, per esempio».
«Direzioni inette o distratte non sono più tollerabili – chiude la lettera –, è necessario correggere in tempi brevi gli obiettivi che riguardano la cura dell’ambiente, c’è tanto da fare e coinvolgere i cittadini è necessario e doveroso. Agire urgentemente sulla prevenzione per limitare i danni è prioritario e mantenere aperte nei mesi estivi le nostre aree di maggior pregio è fondamentale». —
Lorenzo Gatti
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