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UNIONE TERRE E FIUMI 

Riorganizzazione degli uffici Mancano all’appello i dirigenti

Alessandro Bassi

Prima modifica nel percorso di rinnovo dei settori: più scelta a presidente e sindaci La giunta ha deciso di non prevedere figure dirigenziali, tranne il vicesegretario 

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COPPARO. Già nelle prime fasi di vita dell’Unione Terre e Fiumi, la giunta approvò la macrostruttura dell’ente, composta da una serie di aree: amministrativa, contabile, welfare e servizi alla persona, gestione del territorio e polizia locale. Nel 2019 la giunta approvò la ristrutturazione delle posizioni organizzative, considerando che all’epoca tre delle aree apicali erano affidate a figure con qualifica dirigenziale (che hanno una figura contrattuale diversa, un diverso profilo retributivo e diverse caratteristiche di ingresso), arrivando a una nuova struttura che vedeva confermati cinque settori: amministrativo (risorse umane, Sia, segreteria, Centrale unica di committenza, comunicazione istituzionale); finanziario (contabilità-economico finanziaria, provveditorato, economato); welfare (welfare e Servizi alla persona, coordinamento pedagogico, politiche abitative); gestione del territorio (programmazione territoriale, Psu/Suei, Suap, promozione turistica, Sit e toponomastica); polizia locale (polizia locale, polizia amministrativa e Protezione civile).

NO DIRIGENTI

Ma la giunta stabiliva di non prevedere le figure dirigenziali nella nuova organizzazione dell’ente, a eccezione del dirigente del settore amministrativo. Si veniva però a costruire una situazione spuria, cioé con differenze tra la strutture apicali. E l’amministrazione ha già manifestato con chiarezza l’intendimento di non prevedere figure dirigenziale quali apicali delle strutture di massima dimensione (settori). Dopo le ipotesi in discussione, si è provveduto ad acquisire un parere dalla società Idea Pubblica, incaricata delle attività di consulenza e di temporary manager, pochi giorni fa.

Attualmente tutte le nomine del personale apicale sono state effettuate dal presidente e nel piano occupazionale non si prevedono risorse aggiuntive per la copertura di posti apicali diversi dagli attuali, ma appare chiaro come l’assetto organizzativo vada aggiornato, chiarendo aspetti normativi e di programmazione per i ruoli apicali. In pratica, la struttura organizzativa è articolata in settori e servizi. I settori garantiscono la gestione dell’ente in ambiti omogenei e sono il punto di riferimento per l’Unione per le attività di programmazione e controllo, per le politiche finanziarie e per l’organizzazione e gestione delle risorse umane, hanno un responsabile di settore (sostituibile, in caso di bisogno da un altro responsabile di settore) e possono essere accorpati soppressi o modificati a seconda delle necessità del Peg. Ci possono essere uffici alle dirette dipendenze del presidente e dei sindaci. Si può anche inserire la figura del vicesegretario. Alla fine, si è deliberato di inserire un ulteriore settore, “staff”, di non prevedere le figure dirigenziali nella nuova organizzazione dell’ente, apportando modifiche al Regolamento organizzazione uffici e servizi: gli incarichi di responsabile di settore e di ufficio di staff sono conferiti dal presidente dell’Unione/sindaco, sentita la giunta. Il presidente/sindaco può affidare la responsabilità anche di più settori a un solo responsabile.

Viene confermato l’attuale assetto organizzativo della macrostruttura con sei settori, senza modificare gli attuali servizi e attività già nei settori. La modifica è di fatto la prima fase del percorso di riorganizzazione che sarà rivisto alla luce dello sviluppo dell’Unione.

Alessandro Bassi

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