Sanitari no vax, gli odontoiatri: da noi solo una comunicazione
Per Brugiapaglia (Albo) l’ente deve informare l’iscritto della sospensione comminata dall’Asl: quindi nessun ulteriore provvedimento
Tra ordini professionali e Asl continua il botta e risposta su chi deve prendere l’iniziativa di sospendere dal lavoro i medici liberi professionisti non vaccinati. Dopo che l’azienda sanitaria ha chiarito di aver inviato cinque comunicazioni all’Ordine dei medici per altrettanti iscritti non vaccinati, «per le successive azioni da intraprendere a sua cura», è la commissione Albo Odontoiatri, che ha compiti di controllo sull’esercizio della professione e di garanzia dei valori deontologici. «Con il decreto legge dell’1 aprile 2021 numero 44 - dice il presidente Cesare Brugiapaglia - viene chiaramente ribadito, all’art. 4 comma 6, che è prerogativa dell’Asl accertare l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e darne immediata comunicazione scritta agli interessati e all’Ordine professionale. Ma lo stesso articolo recita che l’adozione dell’atto di accertamento da parte dell’Asl, determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni. Quindi, si deduce che la sospensione viene comminata dall’Asl. Nel successivo comma 7 si scrive che la sospensione (data dall’Asl), di cui al comma precedente, è comunicata immediatamente all’interessato dall’Ordine». Altri obblighi per l’ente Brugiapaglia non ne vede, «e non credo sia l’Ordine ad aver bisogno di essere sollecitato».
In teoria il professionista, una volta avvisato a questo punto sia dall’Asl che dall’Ordine del fatto di non essere vaccinato, dovrebbe in qualche modo auto-sospendersi da attività a contatto con i malati, senza dover essere colpito, è questa l’interpretazione degli odontoiatri, da provvedimenti di sospensione dell’iscrizione. A differenza dei medici dipendenti, per i quali provvede direttamente il datore di lavoro. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
