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Castello, il rebus lavori: il cantiere al via non prima del 2022

Il Comune sollecita la Provincia: fate presto.  Chiesti i tempi per programmare gli eventi


05 agosto 2021 Gian Pietro Zerbini


FERRARA - L’invito sembra alquanto esplicito e per certi versi quasi perentorio. Il Comune di Ferrara, per voce dell’assessore alla cultura Marco Gulinelli, invita la Provincia ad affrettare le pratica per effettuare i lavori di restauro del Castello Estense e fornire una sorta di cronoprogramma su un intervento da circa 16 milioni di euro, che migliorerà il monumento più importante e visitato della città.
A fine anno dovrà essere rinnovata la concessione per la gestione della struttura e il Comune di Ferrara, che ha più di un motivo per chiederne il rinnovo, vuole capire quali saranno i tempi di intervento di un cantiere complesso, della durata non inferiore ai due anni. In pratica Gulinelli e l’amministrazione comunale non nascondono la preoccupazione sugli effettivi tempi tecnici, anche perché si vuole capire quanti margini di intervento ci possano essere per organizzare eventi in presenza di un cantiere. Si cerca in pratica di capire se il programma espositivo potrà continuare anche in presenza dei lavori o se invece dovrà subire degli stop forzati.


Il progetto esecutivo
L’amministrazione provinciale ha ben lavorato in questi anni per la valorizzazione e il recupero del Castello, ricostruendo nei primi anni Duemila il piano nobile dell’edificio, ampliando il percorso museale dopo lo sgombero degli uffici e degli alloggi della prefettura e anche negli anni post sisma è riuscita a ricostruire le parti più lesionate dalle fortissime scosse di terremoto del 2012. Dopo la messa in sicurezza che ha portato al rifacimento anche delle torri, ora siamo alla fasi cruciali di un progetto che prevede un investimento di 16 milioni di euro. I primi 7 milioni, finanziati dai fondi per la ricostruzione post sisma riguardano lavori di consolidamento dell’intero edificio in particolare anche le coperture, altri 7 milioni sono finanziati dal ministero per la riqualificazione del Castello e trasformare il secondo piano in altri spazi espositivi, togliendo gli uffici della Provincia. Ci sono fondi per quasi 2 milioni di euro che serviranno a restaurare quegli affreschi andati lesionati con le scosse di terremoto, dipendenti che appaiono ora ancora con vistosi cerotti. Dopo il progetto di fattibilità ora si sta lavorando sul progetto esecutivo che sarà pronto a fine estate da presentare in regione. Dai relativi tempi tecnici i lavori non dovrebbero partire prima della primavera 2022. Ma per la tempistica del cantiere la Provincia fa capire che verrà intrapreso un percorso condiviso ovviamente anche con il Comune.


Trasloco uffici provincia
Nel mentre è già stato ridisposto un piano per avviare i traslochi degli uffici dal secondo piano del Castello alla sede decentrata della provincia in Corso Isonzo 105. Una volta terminati i lavori di rifunzionalizzazione energetica e di ristrutturazione di alcuni locali di corso Isonzo, gli uffici verranno trasferiti dal Castello.
Il lato Sud
I grigi uffici, che si trovano attualmente posizionati nel lato sud del Castello, lasceranno campo libero all’allestimento in quel settore di due grandi sale, seguendo le volte originali. Superficie quindi più adatte ad ospitare opere d’arte e mostre per quella che diventerà la succursale della Pinacoteca nazionale.


Il lato Est
La rivoluzione del secondo piano del Castello comporterà anche ad un intervento della sala del consiglio provinciale, da pochi anni ristrutturata. Questo non solo per rafforzarla dal punto di vista dell’antisismica e della copertura del solaio, ma anche per permettere al visitatore di ammirare al meglio una porzione più vasta dei resti del giardino pensile del tardo quattrocento di Eleonora d’Aragona con un pavimento in vetro dove si potranno scorgere meglio i resti del palazzo. Sarà anche ristrutturata la sala della Torre del Leoni.


Il lato Nord
Anche qui proseguirà lo smantellamento degli uffici dell’amministrazione provinciale ma gli spazi che verranno recuperati saranno sviluppati per la didattica e per invitare scolaresche alla visione dell’arte in esposizione, potendo sfruttare tra l’altro il settore più panoramico, quello rivolto verso Ercole d’Este e il parco urbano con lo sguardo che nelle belle giornate arriva fino all’argine del Po. Anche qui non mancheranno percorsi che si coniugano con l’arte.


Il lato Ovest
Rimarrà sostanzialmente come adesso con solo gli uffici ristretti di rappresentanza della presidenza, ovviamente saranno interessati nei lavori dell’antisismica. Verranno agevolati nel nuovo progetto i collegamento tra il primo e il secondo piano con un nuovo ascensore e il miglioramento delle tre scale d’accesso in modo da rendere più fruibili gli accessi negli spazi del Castello. —
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