L’omaggio al ferroviere che morì sull’Italicus salvando i passeggeri
Silver Sirotti, 25 anni, era controllore del treno della bomba. Risalì sul vagone con un estintore affrontando le fiamme. E stato decorato alla memoria dal Comune di Forlì
FORLÌ. Lunedì è stato ricordato con la deposizione di una corona di fiori davanti al monumento che lo ricorda, nel piccolo giardinetto che si affaccia da una parte sul lato est della stazione di Bologna e dall’altra sulla cappella dei ferrovieri.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.40570826:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.40570826:1654798834/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Silver Sirotti, che aveva 25 anni, è il controllore morto nella strage dell’Italicus, avvenuta il 4 agosto di 47 anni fa, che causò 12 morti e 48 feriti. L’Italicus era un treno espresso diretto in Germania; a causare la strage fu una bomba collocata nella quinta carrozza. Non era quella su cui si trovava il ferroviere Sirotti, che avrebbe potuto mettersi in salvo. Morì invece mettendo in salvo altre vite, salendo con un estintore in mano sul vagone dell’esplosione.
Per quel gesto Sirotti è stato decorato, alla memoria, con una medaglia d’oro. La sua città, Forlì lo ha ricordato con una cerimonia nel parco che porta il suo nome. Hanno partecipato tra gli altri il sindaco Gian Luca Zattini e Franco Sirotti, il fratello.
L’esplosione avvenne all’una e 23 della notte, proprio mentre il treno stava uscendo dalla galleria appenninica a San Benedetto Val di Sambro. La strage fu rivendicata da Ordine Nero, ma nessuno ha mai pagato per quei morti. Il treno diretto a Monaco aveva lasciato la stazione di Firenze con 23 minuti di ritardo; un ritardo che impedì un orrore ancora più grande, perché probabilmente lo scoppio era stato programmato nei minuti in cui l’Italicus avrebbe dovuto trovarsi alla stazione di Bologna. Anche per questo la commemorazione della strage del 2 agosto 1980 alla stazione è sempre abbinata alla commemorazione dei morti dell’Italicus. Dieci anni dopo un altro attentato all’interno della stessa galleria, quello del rapido 904 (23 dicembre 1984), che costò 16 vite. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
