Si accede all'ospedale S.Anna con il Green pass
Ecco i nuovi criteri emanati dalla direzione, da rispettare per visitatori, accompagnatori e caregiver: solo così si potrà accedere alla struttura ospedaliera.
FERRARA - Servirà anche il Green pass per accedere all’interno dell’ospedale del Sant’Anna di Cona. Ecco i nuovi criteri da rispettare per visitatori, accompagnatori e caregiver, per accedere alla struttura ospedaliera.
Lo comunica la Direzione del S.Anna, spiegando che vista la mutata situazione epidemiologica e grazie alle nuove linee guida è stato consentita dal 21 giugno gradualmente la riapertura ai visitatori delle degenze “covid free” con Autodichiarazione e Certificazione verde, rispetatndo “una giusta gradualità prudenziale delle riaperture, volta a tutelare la salute dei pazienti ricoverati in ospedale” come ha dichiarato Paola Bardasi, Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara.
L’Azienda - spiega la nota - da tempo ha posto in essere ogni attenzione alle regole di igiene e sicurezza e al loro rispetto da parte di tutti coloro che accedono alla struttura ospedaliera. Il tutto per aumentare il livello di sicurezza del nosocomio.
Per accedere in ospedale attraverso i diversi check point di ingresso alla struttura ospedaliera già oggi vengono effettuate: la misurazione della temperatura corporea; - l’igienizzazione delle mani; - il controllo del corretto posizionamento della mascherina.
C’è di più, ora: il visitatore dovrà inoltre essere in possesso della Certificazione Verde (Green pass), in alternativa del Certificato dell’avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV2 oppure, ancora, in alternativa dovrà dimostrare di possedere i requisiti richiesti dal Green pass ovvero: aver ricevuto la prima dose di vaccino da almeno 15 giorni; guarigione da Covid-19 confermata dal Certificato di guarigione risalente a non più di 6 mesi; esito del test molecolare o antigenico per la rilevazione di Covid con esito negativo non antecedente alle 48 ore precedenti all’accesso alla Struttura Ospedaliera.
Verrà inoltre richiesta un’Autodichiarazione in cui il dichiarante, negli ultimi 14 giorni attesta di: non avere anche uno solo dei seguenti sintomi: febbre, tosse secca, respiro affannoso/difficoltà respiratorie, dolori muscolari diffusi, mal di testa, raffreddore, mal di gola, congiuntivite, diarrea, perdita del senso del gusto, perdita del senso dell’olfatto; non aver avuto un contatto stretto con una persona con diagnosi sospetta o confermata di infezione da Covid; - non aver avuto un contatto stretto con una o più persone con febbre e con sintomi compatibili con Covid-19 (in casa, ufficio, lavoro, ecc.); non essere sottoposto a regime di quarantena; non aver ricevuto disposizioni di isolamento domiciliare per Covid-19, anche in relazione al rientro da viaggi in paesi extra UE e/o extra Schengen, di cui all’art. 49 del DPCM 2 marzo 2021.
Ultimo ma non ultimo, spiega la nota, sono mantenuti i percorsi di accesso dedicati a “caregiver” e familiari autorizzati già previsti in alcuni casi particolari quali ad esempio l’assistenza a pazienti minori e non autosufficienti, il percorso nascita, la mediazione culturale. Per tali casi è stata prevista anche l’esecuzione del tampone nasofaringeo molecolare, a carico dell’Azienda.
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