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Alla Vm cresce l’allarme sul futuro Uscite volontarie per i dipendenti

Alla Vm cresce l’allarme sul futuro Uscite volontarie per i dipendenti

Il piano prospettato dall’azienda ai sindacati. Ieri un incontro in videoconferenza, presente il Mise

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CENTO. Sale la preoccupazione a Cento per il futuro della Vm Motori, in attesa del piano industriale di Stellantis che resta un forte punto interrogativo.

Specie per quei siti produttivi, come quello di via Ferrarese ma anche Pratola Serra (Avellino), che producono motori diesel, destinati allo “spegnimento” nella prospettiva dell’elettrificazione. Tanto che i vertici aziendali, nei giorni scorsi impegnati al tavolo con i sindacati e le Rsu, ha prospettato un piano di uscite volontarie per i dipendenti.

L’INCONTRO IN VIDEO

Ieri, intanto, si è svolto un incontro in videoconferenza, per tentare di fare luce sul futuro, a cui hanno preso parte il ministero dello Sviluppo economico e il sindaco Fabrizio Toselli. «Si è parlato anche di Cento e il viceministro Gilberto Pichetto ha assicurato massima attenzione sulle prospettive dello stabilimento», sono le parole trapelate dall’amministrazione.

L’ALLARME FIM

A dirsi fortemente preoccupata è la Fim-Cisl. «Le dichiarazioni dell’ad del gruppo Stellantis, Carlo Tavares, in cui afferma che “il gruppo sta procedendo a velocità verso l’elettrificazione”, sono sicuramente positive per il contesto in cui dobbiamo arrivare – è la premessa della segretaria Fim Sandra Rizzo e della numeuro uno della Cisl in provincia Bruna Barberis –, ma stanno creando preoccupazioni sul futuro di molti stabilimenti italiani, primo fra tutti lo stabilimento della Vm Motori di Cento che con i suoi 919 dipendenti produce motori diesel per auto del mercato americano Jeep Wrangler e Ram e in minor numero motori diesel per veicoli industriali e marini».

Il punto è che «per lo stabilimento di Cento – proseguono le due sindacaliste – nessuno si è ancora pronunciato e quindi le preoccupazioni che abbiamo sono concrete, non vorremmo arrivare alla presentazione del piano industriale di Tavares e dover prendere atto che lo stabilimento della Vm non è in esso contemplato: ci sono più di 900 famiglie a rischio».

La fabbrica di Cento è da tempo in sofferenza, «ha assistito negli ultimi 5 anni ad un crollo del 25% dell’occupazione e sta viaggiando alla metà della propria capacità produttiva con un utilizzo costante di ammortizzatori sociali», mentre «ad oggi non è per nulla chiara la prospettiva in quanto non c’è alcun progetto di sviluppo di nuovi propulsori che possa essere di supporto alle produzioni dopo il 2023 con il risultato che il centro tecnico presente all’interno dell’azienda con più di 200 tecnici d’eccellenza è destinato ad un lento spegnimento come del resto la produzione».

Ecco, quindi, l’appello targato Fim e Cisl: «Crediamo che il territorio di Ferrara, Regione e Mise debbano prestare particolare attenzione al sito produttivo di Cento anche in un contesto di un’eventuale riconversione produttiva, affinché si possa dare continuità occupazionale. Le responsabilità di chi amministra il territorio, di chi rappresenta le imprese, non può sottrarsi al confronto che deve trovare una soluzione per salvaguardare il tessuto produttivo, le professionalità che esso esprime, ma anche l’economia da indotto che Vm immette sul territorio».

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